“Stiamo tutti bene, stiamo tutti bene”. Una ripetizione continua a ogni ritornello e a fine canzone. Questo il leitmotiv dell’omonimo brano di Mirkoeilcane (nome d’arte, di cui non vuole spiegare l’origine, per Mirko Mancini), in gara tra le nuove proposte della 68esima edizione del Festival di Sanremo.

A metà tra la parlata incisiva di Giorgio Faletti e l’ironica e leggera verve di denuncia di, tra i tanti, Simone Cristicchi e Enzo JannacciIl cantautore di origini romane presenta un tema sociale impregnato di attualità: una storia di migranti., il cantautore di origini romane presenta un tema sociale impregnato di attualità: una storia di migranti, un viaggio di vita e di morte, un racconto inventato ma realistico.

Non a caso, la sua intensa interpretazione gli è valsa uno dei premi più ambiti della musica italiana. Giovedì 8 febbraio, ha ricevuto proprio il riconoscimento “Enzo Jannacci” per la miglior interpretazione: «Sono felice ed emozionato di ricevere questo premio», conferma Mirko, che, all’augurio di una lunga carriera e di un successo pari all’onorario dedicatore del premio, precisa «questi paragoni mi inorgogliscono molto».

La struttura della canzone è volutamente costruita in un continuum crescente, emozionante e altalenante. La presentazione iniziale di Mario, un bambino spensierato, lascia presto il posto alla riflessione di una realtà cruda e, apparentemente, senza speranza.

Il giovane protagonista della canzone viene inizialmente presentato mentre gioca a pallone con gli amici, quando la mamma lo chiama per partire e raggiungere il padre. Inizia un viaggio di cui il ragazzino non prende subito consapevolezza, ma che pian piano si fa sempre più pesante e insopportabile: onde e disperazione, lacrime e sonni profondi prendono il posto dei sogni e delle illusioni iniziali.

Sopraggiunge la disperazione e il lento addormentarsi di una madre, presto accompagnata dal figlio. Ciononostante la speranza non svanisce: il “stiamo tutti bene” torna imperterrito a infondere coraggio. Un messaggio positivo, quindi, confermato dallo stesso Mirko, che afferma: «Ho volutamente deciso di smorzare un po’ i toni per dare una nota di positività e speranza».

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