«Questa zona è stata sempre tranquilla, anche quando arrivai dalle Filippine. All’inizio lavoravo dalle 7 fino alle 19 e facevo anche altri lavori perché avevo appena partorito mia figlia.

Questo quartiere era conosciuto per il centro ebraico, ma nello spazio quadratura che si poteva vedere dalla stanzetta del custode, c’era solo un asilo nido spopolato. Così non facevo che osservare gli alberi. Erano bellissimi, soprattutto in autunno quando le foglie, dopo essere cadute, creavano il tappeto giallo-arancione per le strade.

Un giorno il nido d’infanzia venne trasformato in una scuola giapponese. Non ho sentito commenti particolarmente critici dagli abitanti, perché per gli italiani i giapponesi sono un popolo bravo e rispettoso. Si lamentavano , però, del progetto di tagliare gli alberi per fornire più spazi per la nascente scuola.

Sembrava che l’esistenza di questa scuola non avesse cambiato nulla per i vecchi abitanti, invece per me è diventato un piccolo piacere. Di mattina sentivo i bambini cantare una melodia sconosciuta, nel pomeriggio li guardavo uscire fuori nel campo per le lezioni di sport. Ormai mia figlia è laureata e adesso quei bambini mi fanno compagnia durante la mia giornata».

(Salud Magalon, Via broglio alciati)