«Sono passati esattamente cinquant’anni da quando i miei genitori aprirono la pasticceria Grossi. La ricetta del panettone è stata tramandata dal maestro pasticcere, il signor Grossi, agli apprendisti che oggi la seguono fedelmente. Siamo rimasti in pochi a Milano a produrre il tipico panettone ambrosiano. Nonostante le nuove tendenze – farciture varie, creme al cioccolato, fino al panettone vegano – chi lo compra qui sa bene cosa sta cercando: qualità e tradizione. Per ottenerle seguiamo una rigorosa produzione artigianale che dedica molto tempo alla realizzazione del dolce: la preparazione del triplo impasto e del lievito madre, le ventiquattro ore di lievitazione, e il classico ‘ingrediente segreto’. In tutto tre giorni di cure e attenzioni.

Come tutti i dolci tipici di un periodo dell’anno, il panettone dà il benvenuto e l’arrivederci al periodo natalizio: iniziamo a produrne qualcuno per la commemorazione dei defunti, dopodiché, da sant’Ambrogio, comincia l’’alta stagione’. Per l’epifania produciamo gli ultimi, per poi subito fare posto ad altri dolci classici: dai marron glacé alla veneziana.

Non abbiamo mai ‘temuto’ il panettone industriale: non la chiamerei nemmeno concorrenza. Il panettone vero e proprio non può avere concorrenti: è quello di Milano, fatto dal pasticcere. L’industriale rimane un dolce da forno, non un vero panettone».

(Patrizia Grossi, Pasticceria Grossi, p.le Udine 8)