Non è polemico Ozcan, solo un po’ stanco. In questo momento l’aspetto economico non va molto bene: “Lo stipendio si è abbassato, il costo della vita è aumentato e il lavoro dopo la pandemia non è più come prima”. Una situazione non proprio semplice da affrontare, ma che Ozcan afferma di aver già vissuto.

Rialzarsi dalle difficoltà. Un lavoro umile ma in grado di portare felicità a chi lo svolge. Un viaggio, una donna, la passione per la cucina e l’amore per la vita: questo è Ozcan.

Il suo italiano non è perfetto: ci mette un po’ ad esprimersi e spesso è in imbarazzo, ma si dice contento di poter raccontare la sua storia a qualcuno. Spiega di aver perso un lavoro come muratore già nel 2008 quando, a causa della crisi economica, il contratto non gli è stato rinnovato.

Abbassa lo sguardo, Ozcan e i suoi occhi vivaci si tingono di tristezza, ma non ci vuole molto tempo per tornare a vedere il suo immancabile e rassicurante sorriso. Come dice lui: “Nulla succede per caso”. E proprio come in tutte le storie a lieto fine, da ormai quattro anni Ozcan Goller è uno dei tre dipendenti del Kebab Pizza Istanbul Ayasofya , negozio nato nel 2017 e situato vicino a zona Brera, nel pieno centro di Milano.

Un uomo innamorato del suo lavoro: “Non cambierei nulla di quello che faccio, non potrei chiedere di meglio dalla vita”. La sua giornata inizia al mattino presto, quando si reca dai fornitori (soprattutto turchi) per comperare tutti gli ingredienti necessari ad uno “chef”, come si definisce ridendo. È un orario pesante, ma a lui non piace lamentarsi. “Se ami il tuo lavoro devi essere felice”. È questo che ripete più e più volte, una frase ma anche uno stile di vita: il suo. Ammette, però, con un sorriso beffardo: “Vorrei essere pagato di più!”.

Quando parla di Milano, la “città più bella del mondo”, Ozcan ha un atteggiamento quasi patriottico: spiega di sentirsi a casa qui, nel posto che ben sedici anni fa lo ha accolto. Nato in Turchia nel 1967, Ozcan era solo un ragazzino quando è arrivato in Italia. E proprio a Milano ha incontrato Martina, quella che lui definisce “la donna della mia vita”. Quando parla della sua famiglia, Ozcan ha gli occhi che brillano perché “non c’è cosa più bella al mondo che amare qualcuno che ti ama”.

Un uomo in grado di sorridere alla vita, di trasmettere gioia di vivere in ogni gesto, in ogni sguardo. Mentre lavora, si diverte nel fare amicizia con tutti i clienti del kebab: uomini, donne, giovani, anziani. La clientela è varia e il giovane dipendente afferma che il momento della giornata in cui il lavoro è maggiore è durante l’ora di punta , quando i lavoratori della zona escono dagli uffici e si fermano ad assaggiare i suoi “buonissimi piatti da chef”.

Ma l’intervista si interrompe nel momento in cui gli viene chiesta la sua specialità. Ozcan è orgoglioso del suo piatto forte, il pizza kebab, ma come lui stesso afferma: “Mai rivelare i segreti del mestiere, soprattutto a un’aspirante giornalista”.