Nei mercatini in cui si può trovare praticamente qualunque cianfrusaglia cui il tempo ha applicato l’etichetta “vintage”, è ancora possibile imbattersi ed eventualmente acquistare gli acchiappasogni. Si tratta di quegli oggettini piumati che era quasi naturale trovare posizionati sopra le testate del letto di qualunque adolescente fino a qualche tempo fa, anche da noi. A farli diventare a un certo punto un must pure nella cultura popolare occidentale furono le ultime comunità indiane negli Stati Uniti, che li adottarono come simbolo dell’unità nativa americana a partire dagli anni Sessanta.

Come il nome  fa supporre, gli acchiappasongni servivano a prevenire gli incubi: la tribù dei Ojibwa, per spiegarne le origini, si tramandava la leggenda di Asibikaashi (la donna ragno). Quest’ultima tesseva ogni notte una tela invisibile sulla culla di tutti i bambini, creando una ragnatela dalla trama così fitta da essere in grado di intrappolare i brutti sogni e inghiottirli al sorgere del sole.

Oggi la suggestiva leggenda della donna ragno è quasi dimenticata e gli acchiappasogni restano spesso a prendere polvere negli scantinati umidi delle case al mare. Il desiderio di schivare gli incubi però non è mai stato così forte come in questi tempi cupi e, per assecondarlo, negli States hanno pensato di creare un’app apposita. L’acchiappasogni virtuale del 2020 si chiama Nightware ed è una applicazione disponibile per Apple Watch. Al momento la si può scaricare solo negli Usa e nasce con un proposito molto nobile: combattere soprattutto gli incubi nati da stress post-traumtico.

Non a caso la sperimentazione dell’app è avvenuta proprio su 70 persone affette da questo disturbo, scelte tra soldati ancora in servizio e veterani, tutti monitorati durante uno studio lungo un mese. Durante la presentazione ai media di Nightware non a caso a parlare è stato anche un generale, Peter W. Chiarelli il quale, in veste di consigliere del progetto, ha spiegato: “Gli incubi traumatici dirompenti e persistenti associati allo stress post-traumatico sono significativamente sottostimati e sotto-trattati e non ci sono opzioni curative al momento efficaci. Un dispositivo come la piattaforma terapeutica Nightware che esegue un monitoraggio costante per identificare e interrompere gli incubi post-traumatici rappresenta un passo in avanti per supportare al meglio i nostri veterani e i militari in servizio che soffrono di Ptsd”.

L’app concretamente funziona attraverso il monitoraggio del battito cardiaco e dei movimenti del corpo nel sonno. Grazie alle informazioni raccolte e a un algoritmo appositamente sviluppato, Nightware è in grado di bloccare sul nascere l’incubo, interrompendo la nostra fase REM proprio quando  sembra che si stia per presentare un brutto sogno. Ovviamente bisogna ricordarsi di disattivarlo quando si è ben svegli poiché Nightware potrebbe inavvertitamente azionarsi nei momenti particolarmente concitati della giornata, quando le emozioni forti potrebbero produrre impulsi che l’app fraintenderebbe. Quello che gli sviluppatori hanno tenuto poi a rendere subito chiaro è che la loro invenzione non è uno strumento terapeutico professionale e da solo non costituisce la soluzione al problema dei ripetuti incubi a seguito di gravi traumi.

Si tratta quindi solo di un aiuto per vivere notti più serene e non è l’unica app che si propone di darci una mano a dormire meglio. Negli store dei nostri cellulari possiamo infatti già trovare, pronti ad essere scaricati, prodotti come White Noise. Si tratta in questo caso di un’applicazione che utilizza suoni come quello del mare o della pioggia (detti appunto “rumori bianchi) per conciliare il sonno dei suoi utenti. Sleep Cycle Alarm Clock è invece una “sveglia intelligente” che desta il suo utilizzatore solo quando è certa che quest’ultimo abbia concluso la fase Rem e si sia riposato a sufficienza (non è dato sapere se il datore di lavoro o il partner del “padrone” sarà sicuramente d’accordo con le stime di Sleep Cycle, però).

Insomma, Nightware è solo l’ultimo nato all’interno di un variegato universo fatto di app create per farci fare sonni tranquilli. Se non vi fidate, il classico acchiappasogni vi aspetta in cantina o a pochi euro sulle bancarelle New Age dei migliori mercatini di Natale.

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