Settecentonove milioni di dollari, pari a poco più del 40% delle entrate totali. È la cifra monstre che il New York Times ha raccolto nel 2018 dalle sue edizioni digitali, con l’obiettivo di raggiungere gli 800 milioni entro il 2020. Numeri più che incoraggianti anche quelli degli abbonamenti (che subiranno un leggero rincaro): nell’ultimo trimestre del 2018, sono state 265mila le nuove sottoscrizioni, che ora ammontano a 4,3 milioni.

Il quotidiano americano però non si accontenta e punta a toccare quota dieci milioni di abbonati, tra cartaceo e digitale, entro il 2025. Inoltre, nell’ottobre-dicembre 2018, l’introito pubblicitario dell’online ha superato per la prima volta quello proveniente dalla carta (103 milioni di dollari contro 88 milioni).

L’aumento generale dei ricavi è ovviamente una buona notizia anche per i giornalisti: oggi, per il giornale newyorchese lavorano 1.600 persone (massimo storico per la testata), grazie anche all’assunzione di 120 nuovi reporter durante lo scorso anno. Insomma, se l’obiettivo del Times è sempre quello di garantire un giornalismo di qualità, la via per raggiungere lo scopo potrebbe cambiare; in breve, il New York Times – stando a questi ultimi dati – potrebbe diventare una media company prevalentemente digitale.

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