La terza edizione di Milano Food City si chiude con il botto. Per concludere nel migliore dei modi la settimana del capoluogo lombardo dedicata alla gastronomia, gli organizzatori hanno optato- non a caso – per una mattinata dedicata alla cucina sostenibile. Chef Sadler: «Bisogna aiutare le persone a non farsi problemi a portare a casa gli avanzi dai ristoranti» Un risvolto su cui sempre più si sta ponendo l’attenzione e attorno al quale Elior – che ha ospitato la conferenza finale – dimostra di giorno in giorno di investire risorse e tempo: «Tutto parte con la formazione dei dipendenti e culmina con una vera e propria attività di ricerca – conferma la responsabile delle risorse umane Ilaria D’Aquila -. I nostri chef ambassador aiutano i nostri chef con tecniche innovative volte a limitare gli sprechi di cibo, e a questo si aggiungono gli interventi mirati nelle scuole». Si tratta di un’attenzione etica che quindi la società è abituata a porre su questo particolare aspetto della ristorazione, e che nel complesso di Milano Food City lancia un chiaro messaggio in eredità alla settimana di eventi milanesi.

Nel corso della conferenza finale si è voluto inoltre dare un’attuazione pratica della limitazione agli sprechi e due brigate d’eccezione si sono affrontate in una mystery box di “mastercheffiana” memoria con esempi su come riutilizzare tutta quella materia prima che troppo spesso viene scartata: il segretario generale della Fondazione Banco Alimentare Marco Lucchini e il vicepresidente Antonio Oliva sono stati affiancati da due chef Elior – Emanuele Oldani e Marco Serina – e hanno presentato in tre quarti d’ora un piatto “circolare” alla giuria. Paolo Marchi: «Nel corso degli anni la concezione dello spreco di cibo cambia culturalmente e socialmente: ora serve più attenzione» Poco importa chi ha ottenuto la miglior votazione, perché lo scopo era quello di dimostrare come si possono creare portate di qualità anche con i cosiddetti scarti. Presenti a giudicare, lo chef stellato Claudio Sadler, il giornalista ideatore e curatore di Identità Golose Paolo Marchi e Cristina Tajani, assessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del comune di Milano, che ha dato un’idea delle iniziative del capoluogo lombardo: «Cerchiamo sempre di unire innovazione e inclusione, in particolare siamo i primi ad attuare la legge Gadda che consiste nella riduzione della Tari per chi pratica politiche anti-spreco donando o riutilizzando le eccedenze». Infine anche chef Sadler ha spiegato come lui stesso opera in questa direzione: «Da quando il ristorante è nel nuovo palazzo, abbiamo due ristorazioni che lavorano in modo sinergico per evitare sprechi. Per esempio, i tagli di qualità che non usiamo in quello stellato vengono riutilizzati nell’altro, essendo comunque prodotti di assoluta qualità».

Con questi spunti di riflessione si è chiuso così il sipario su Milano Food City 2019, e non resta che svilupparli in attesa della quarta edizione dell’evento gastronomico milanese.