Abitare sulla Terra sta diventando sempre più insostenibile. La Milano Digital Week ha esplorato nuovi modi di vivere sul pianeta e nuovi modi per raccontarlo.

Si potrebbe condurre una vita parallela nel metaverso: nel talk “Death Meta: lotta all’ultima parola sul futuro del metaverso” alla Cariplo Factory, il docente in Marketing & Digital Wellbeing Alessio Carciofi lo ha definito “la nuova era di internet”. E prefigura che la paura di perdersi qualcosa (FOMO, Fear of missing out) al suo interno sarà più stratificata e forte. Un ambiente immersivo, digitale, in realtà virtuale, in cui ci si può muovere in libertà, fare shopping, lavorare, incontrare gli amici. In cui si gioca a videogiochi come Fortnite o si gode di un concerto organizzato dall’altra parte del mondo. Tutte le prospettive possibili sono state presentate dal giornalista freelance Andrea Daniele Signorelli, non convinto che gli esseri umani siano e saranno mai pronti ad abbandonare il mondo fisico isolandosi da tutto ciò che li circonda. «Per le nuove generazioni, acquistare un oggetto virtuale, ad esempio un cappello o un guanto, per il proprio avatar, equivale a comprarlo nella vita vera». Carciofi crede che tra giovani e meno giovani possa esserci un interscambio: i ragazzi possono insegnare loro a vivere il digitale, mentre chi è avanti negli anni può mostrare come affrontare la vita.

Non tutto si riduce all’esperienza del web 3.0: i protagonisti del dibattito – moderato dalla giornalista del Corriere della Sera Martina Pennisi - sono concordi sulle potenzialità del 2.0. Signorelli cita TikTok, social in cui la stragrande maggioranza degli utenti si limita a guardare i vari video creati.

Il web e la sua evoluzione figurano tra i temi trattati dall’agenzia di stampa Adnkronos. L’audience si è allargata: il lettore finale si è aggiunto a giornalisti, istituzioni, comunicatori professionali. Per questo, nel seminario web dell’azienda Hi-Tech “Doxee” “Editori digitali (e non solo) nel 2022: una chiaccherata con Adnkronos”, il direttore Innovazione e Nuovi Media Federico Luperi sottolinea quanto sia importante saper intercettare gli interessi del pubblico e saperne suscitare altrettanto. Egli descrive come da un’informazione grezza si sia passati ad una completa. Evidenzia che per produrla, ci si cura della gestione e della lettura dei dati, cosicché il lettore possa poi farsi un’opinione. Ciò vuol dire anche fare attenzione ai cambiamenti di comportamento: per Luperi, anticiparli è sinonimo di innovazione.

foto death meta (fatta da Sara Fisichella)

La condotta delle persone e la loro capacità di reagire agli eventi è al centro del giornalismo delle soluzioni. Un modello che fotografi e giornalisti hanno iniziato a perseguire: non più racconto di denuncia, bensì di soluzioni da adottare che potrebbero ispirare istituzioni ed industria.

Un concetto che si applica al racconto della crisi climatica. Il giornalista e docente sui temi dell’innovazione sostenibile Luca Carra - protagonista del talk “Raccontare i limiti: fotogiornalismo e sostenibilità” all’ADI Design Museum assieme al vicedirettore “Gallerie d’Italia” a Torino Antonio Carloni, alla coordinatrice del premio Italian Sustainability Photo Award (ISPA) e docente di storytelling allo IED di Milano Sara Guerrini e al fotografo Matteo de Mayda, evento moderato dal direttore editoriale dell’agenzia fotogiornalistica Parallelozero Stefano Milano – racconta che “si stanno esplorando nuove strade per diventare più efficaci, meno divisivi e più convincenti” e sostiene che descrivere il cambiamento climatico in astratto con i numeri faccia poca presa. «Essere più inclusivi vuol dire parlare non solo degli impatti, ma anche di co-benefici».

Descrivere soluzioni attraverso le immagini è il fulcro dei progetti fotografici che concorrono per la borsa di studio (Grant) da 10mila euro del premio fotografico ISPA. Nel 2021 è stata vinta da de Mayda con There is no calm after the storm, focalizzato sulla tempesta Vaia che ha colpito il Triveneto a fine ottobre 2018. Uno degli scatti raffigura uno scivolo per le docce paralimpiche creato con legno ricavato dagli alberi caduti per il forte scirocco soffiato in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino.