Un viaggio alla scoperta dei personaggi, dei luoghi e degli eventi che hanno fatto la storia di Milano. Memomi è un museo virtuale della memoria storica del capoluogo lombardo che usa lo strumento della webtv per mettere a disposizione dei cittadini il passato della città.

«Memomi – racconta Didi Gnocchi, direttrice editoriale della webtv – è una testata giornalistica registrata nata per colmare una grande lacuna di Milano. In città non esiste un museo della memoria, così abbiamo pensato di dar vita a un museo virtuale sul web, cercando di mettere il più possibile in connessione gli archivi locali, regionali e nazionali».
Il progetto, finanziato dalla fondazione Pasquinelli e patrocinato dal Comune di Milano e da Regione Lombardia, è stato ideato dall’associazione Chiamale Storie, che ne ha affidato la realizzazione a 3D Produzioni. «Abbiamo subito incontrato un’ampia disponibilità a collaborare – continua Gnocchi – da parte delle istituzioni e degli archivi, soprattutto dell’Istituto Luce, che ci ha fornito preziosi materiali per i nostri video. La webtv ci è sembrata lo strumento più adatto perché è il più fruibile e accessibile a tutti, in qualunque luogo. Noi abbiamo una lunga esperienza nel settore, perché abbiamo lanciato la prima webtv italiana, Ultrafragola, nel 2006. In un momento in cui su YouTube finiva di tutto, noi abbiamo puntato sulla qualità del prodotto. I nostri video, ancora di più oggi su Memomi, devono avere degli standard tali da poter essere mandati in onda in prima serata su qualunque televisione».
Sul sito si possono ripercorrere le vicende di personaggi chiave del passato di Milano come Anna Kuliscioff, fondatrice del Partito Socialista Italiano, gli artisti Segantini e Francesco Hayez, il musicista Verdi, la protagonista del Risorgimento Caterina Trivulzio. La testata indaga anche la storia di luoghi simbolo della città, come il Duomo o l’Arena, e di quelli meno conosciuti, come la piscina di Diana e i bagni sotterranei di Piazza Oberdan. L’obiettivo è raccontare il passato più o meno recente di Milano in modo alternativo, organizzando la narrazione per nuclei tematici, invece che cronologicamente, come avviene nei manuali scolastici.
«Raccontare la storia di Milano – prosegue la direttrice editoriale – è come guardare un grande buco di nero. La nostra idea era lavorare sulle suggestioni della memoria, che vive delle necessità e della sete di radici delle persone e non dei criteri scientifici di cui invece ha bisogno la storia. Noi cerchiamo di essere il più possibile precisi, ma lavorare sulla memoria non significa necessariamente lavorare sulla storia. Il nostro scopo è creare dei racconti, partendo dal materiale raccolto, con le interviste ai protagonisti della storia di Milano, laddove si tratta di storia recente. Quando facciamo riferimento a un passato lontano, invece, ricostruiamo le situazioni e il periodo storico con l’aiuto di fotografie d’archivio e della grafica. La scelta degli argomenti da trattare dipende molto da quelle che sono le suggestioni offerte dalle notizie di attualità. Se, ad esempio, viene ritrovato un dipinto nel castello sforzesco, andiamo  a raccontare la storia del monumento. Se un episodio di cronaca nera torna alla ribalta perché scompare uno dei protagonisti, raccontiamo tutta la vicenda dalle origini. Siamo in contatto con le zone urbane, che ci segnalano materiali in possesso dei privati e i temi che a loro sono più cari. Un esempio di questo tipo è il video che racconta la storia della stazione di Porta Genova, che abbiamo realizzato in collaborazione con gli abitanti del quartiere».
Lanciato da poche settimane, Memomi su Facebook ha già raccolto circa 2.000 contatti. «Il nostro pubblico – conclude Gnocchi – è molto trasversale. La fascia più interessata, naturalmente, è quella che va dai 30 ai 60 anni, una forbice molto ampia di cui però non fanno parte i più giovani. Per questo motivo abbiamo creato una sezione dedicata alle scuole, nella quale gli insegnanti possono entrare, registrarsi, creare delle proprie playlist da proiettare poi nelle classi».