Un sentimento di fratellanza, di vicendevole aiuto, materiale e morale, esistente tra i membri di una collettività pronti a collaborare e ad assistersi a vicenda. Questa è la definizione del concetto di solidarietà che, a Milano, è, in carne e ossa, rappresentato da Medicina Solidale, un servizio di assistenza e consultazione medicale online e gratuita. Il progetto è nato a Milano lo scorso 9 novembre, ma è in continua crescita ed evoluzione. L’iniziativa prende vita grazie a una pagina Facebook, una email e un semplice numero di cellulare e ideatore ne è il dottor Alessandro Lanzani, medico specializzato in ortopedia e medicina dello sport, che ci ha spiegato come funziona.

Come è nata Medicina Solidale?

Medicina solidale nasce in maniera molto semplice. un gruppo di cittadini, medici, colleghi si sono detti: “ma perché invece che fare volontariato singolo non ci diamo una struttura per fare questo tipo di supporto online?” Visto il grosso deficit del sistema sanitario nazionale a rispondere alle esigenze non-Covid, oltre che quelle Covid. Perché l’altra metà del problema del Covid è che c’è un sequestro di reparti e di energie e per motivi epidemiologici il ritmo della medicina preventiva, diagnostica e curativa è estremamente rallentato. Così abbiamo creato una pagina Facebook e da lì c’è stata una svolta immediata. Da subito ci sono state le utenze, persone che chiamavano per fare queste visite, consulti online.

 

In cosa consiste l’assistenza che offrite?

È un’assistenza da remoto, che non è esattamente una visita medica in presenza. Ha vantaggi e svantaggi. Il vantaggio è che si possono comunque scambiare dati e informazioni. Quello che avviene più spesso, infatti, è che il risultato di elettrocardiogrammi, referti, tac, esami specialistici rischia di  generare qualunque diagnosi scorretta, se interpretato dal paziente. Una parte dell’utenza è composta da cittadini che possiedono esami di controllo appena consegnati e che non riescono a tornare dallo specialista o dal medico curante per ottenere un referto. Ci sono situazioni in cui si può aspettare e altre per cui sarebbe importante invece agire in tempi brevi, tempi che in questo momento il servizio sanitario non può esaudire. Quindi noi offriamo indicazioni in questo “tempo emergenziale” a ogni singola persona, su come ci si può muovere riducendo i rischi e orientandosi in momento in cui la filiera dei servizi sanitari è stata interrotta in più punti.

Qual’è la procedura che seguite dopo essere stati contattati?

Dopo la prima chiamata, si decide se si può risolvere il caso con il medico che risponde oppure se la chiamata deve essere reindirizzata ad uno specialista. Il numero degli specialisti sta aumentando, di giorno in giorno e di ora in ora. In questo momento copriamo ortopedia, medicina generale – che è la specialità dei medici curanti – oculistica, odontoiatria, psicologia, cardiologia, che sono le specialità più richieste, più comuni. Sono anche le specialità per le quali si possono dare dei pareri più pertinenti, per altre la visita medica è necessaria. A volte ci sono situazioni gravi dove oggettivamente noi non possiamo fare più di tanto. Per questi pazienti servirebbe il servizio sanitario nazionale ma, al momento, il servizio non c’è. Ed è questo il motivo per cui telefonano. Noi cerchiamo di provvedere professionalmente, orientandoli a una soluzione temporanea fino a quando non riusciranno ad accedere nuovamente al percorso sanitario completo.

Al momento quante persone si rivolgono a Medicina solidale?

Abbiamo iniziato con piccoli numeri, ma siamo già arrivati a una quarantina di chiamate al giorno. Le utenze che abbiamo stanno crescendo anzi, parlare di crescita esponenziale, è riduttivo. Stiamo gestendo una grande disponibilità da parte di medici, infermieri, personale sanitario, fisioterapisti oltre che di operatori del benessere che possono anche, tramite videochiamata, suggerire attività motoria in casa o all’esterno. Il ritmo di crescita è esponenziale e stiamo lavorando sia sull’operatività che sulla logistica, perché in realtà siamo un gruppo di volontari che ha cercato di strutturarsi. Abbiamo visto che c’è un bisogno, come ordine di grandezza, dieci, cento, volte più grande delle nostre possibilità al momento. Adesso stiamo cercando di accoppiare le disponibilità di volontariato con le utenze che crescono in maniera vertiginosa, di giorno in giorno.

 

Offrite assistenza solo ai pazienti non-Covid?

Inizialmente volevamo occuparci solo di quelle situazioni di cronicità dove le persone hanno bisogno di un consulto nell’attesa di andare da uno specialista. Possiamo consigliare loro cosa fare, cosa non fare, se i farmaci possono andare bene o se è meglio sostituirli, il tutto con molta prudenza, attenzione e professionalità. Poi, in realtà, è diventato un call-center medicale che affronta le esigenze più disparate. Per quanto riguarda l’area Covid, c’è chi telefona perché ha problemi con il saturimetro, per esempio. A quel punto forniamo un aiuto non solo per i cittadini che non riescono accedere al sistema sanitario nazionale, ma anche per chi vi accede.

Secondo il dottor Alessandro Lanzani, Medicina Solidale è di ausilio anche per i volontari, per chi mette il proprio numero di telefono, il proprio tempo e le proprie competenze al servizio del prossimo. «C’è molta la gente che ha voglia di fare. Abbiamo questo grande ritorno di disponibilità che nasce dalla motivazione umana e psicologica di solidarietà. In un clima di ansia, di incertezza e di paura si sente il bisogno di dare una mano, di fare qualcosa, di diventare un corpo unico, ci sostituire l’io con il noi.»

Le linee di accesso a Medicina Solidale sono il numero di telefono 351 6955152, l’email medisolidale@gmail.com e la pagina Facebook.