Sono le 6 del mattino a Massa Carrara, nella punta Nord della Versilia. Gloria sta per entrare a lavoro nella sua panetteria, da dove sente il profumo della salsedine e il rumore del mare. Però sa che, nonostante la calma apparente, non sarà un normale lunedì mattina nella sua città, da quando in Italia è scoppiato il virus Covid-19. Ogni giorno è un bollettino medico, che si racconta tra le pareti del negozio e le facce appena sveglie. Mentre alza la saracinesca, vede arrivare la sua prima cliente.

È la signora Anna: è fuggita dalla zona rossa del milanese, perché ha problemi respiratori e ha paura per i suoi 70 anni. Ma non rinuncia a comprare il pane e a scambiare un sorriso. Poi è il turno del cardiologo Giovanni, che ritorna dal turno di notte all’Ospedale Noa: prende la colazione per sua moglie e i bambini, anche se non li vedrà svegliarsi. Dorme in una stanza a parte per non contagiarli e cerca di avere meno contatti possibili. Infine arriva il nonno Pietro, che si lamenta dei turisti da Parma e Firenze che continuano ad andare in spiaggia e se ne infischiano del decreto per la sicurezza. Lui non vede i nipoti da due settimane. Sembra di sbirciare un piccolo angolo di provincia, ma nel suo piccolo rispecchia la grande realtà italiana che si trova a far fronte all’emergenza Coronavirus. 

Anche nella provincia toscana, il contagio affligge la comunità. Un luogo dove tutti si conoscono e dove la panetteria diventa un osservatorio sociale privilegiato

In Toscana sono più di 170 al giorno i casi positivi al Coronavirus, analizzati negli ospedali. Salgono dunque a 5847 i contagiati dall’inizio dell’emergenza. I casi attualmente positivi in cura sono 5185. Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus: sono 325 i decessi, perlopiù di persone, da 70 a 98 anni, affette da più patologie. La suddivisione per provincia di segnalazione vede 1543 casi a Firenze, 361 Pistoia, 323 Prato, 843 Lucca, 643 Massa-Carrara, 519 Pisa, 307 Livorno, 264 Grosseto, 337 Siena, 3558 Arezzo. E i numeri sono in costante aggiornamento ogni ora che passa. Il paradosso reale parte proprio dai comportamenti delle persone: andare in una casa di vacanze non è considerato uno spostamento giustificato, in quanto si può recare solo presso l’abitazione in cui si è residenti o domiciliati.

Eppure per molti frequentatori esterni e turisti sembra non esserci niente di meglio che darsi alla fuga proprio sul litorale. Si nascondono tra gli scogli e prendono il sole in costume tra sdraio e lettini aperti. La polizia ha fatto controlli a tappeto, passando sul lungomare e fermando 200 persone che, incuranti della situazione, passeggiavano. Per sei soggetti si sta valutando anche la denuncia penale, mentre, in un’intervista a ‘Il Giornale’ anche il sindaco di Forte dei Marmi chiede la massima collaborazione: “Non spetta all’ amministrazione prendere la gente e riportarla a casa sua. Il controllo di queste persone spetta alla prefettura e alle forze di polizia. Stiamo facendo il nostro massimo per far sì che ciò che è previsto dal decreto ministeriale sul territorio sia rispettato”.Intanto la giornata di Gloria volge al termine, tra il calore del forno e la desolazione delle case circostanti. Proprio nel suo quartiere passa la municipale a ricordare di dover stare a casa. Lei, mentre rientra a casa, sorride. Andrà tutto bene.