“Abbiamo sentito un grosso botto, le luci che si spegnevano e il treno che ha cominciato a vibrare”, così descrive quegli attimi Michaela, 24 anni, di Domodossola, da due anni nella ristorazione ferroviaria sulla linea Milano-Salerno. “La mia collega è stata sbalzata all’interno del bagnetto di servizio – continua Michaela -. Io mi sono messa semplicemente sotto la vetrina cercando di ripararmi la testa finché il treno non si è fermato, ma il treno si è fermato dopo un bel po’. Saranno passati almeno 2 o 3 minuti da quando è avvenuta l’esplosione”.

Micaela racconta ai nostri inviati di Magzine cosa visto quando è riuscita ad uscire dal treno: “È stato abbastanza traumatico. Più che altro il nostro collega, che si trovava nella carrozza numero 1, che è stata sbalzata completamente fuori, era irreperibile”. Per fortuna è stato ritrovato sano e salvo.

Ascolta qui la testimonianza di Micaela: 

Nonostante sia andata meglio del peggiore scenario possibile, resta di trentuno feriti e due morti il bilancio definitivo dell’incidente ferroviario avvenuto sulla linea per Lodi. Le vittime, morte sul colpo e sbalzate fuori dalla vettura a causa dell’impatto, sono i due macchinisti Giuseppe Cicciù, 51 anni, di Reggio Calabria e Mario di Cuonzo, 59 anni, originario di Capua. L’incidente ferroviario è avvenuto vicino la stazione di Livraga nel lodigiano. Secondo il prefetto di Lodi Marcello Cardona, “poteva essere una carneficina”. Ma è sicuramente gravissimo, il più grave nel Nord Italia degli ultimi tre anni, dopo l’incidente di Pioltello del 2018 in cui avevano perso la vita tre persone.

Il disastro ferroviario è avvenuto stamattina dopo le cinque. A bordo del Frecciarossa c’erano 33 persone

Il disastro ferroviario è avvenuto all’alba. A bordo del treno Frecciarossa  9595, partito da Milano verso Bologna alle 5:10, c’erano 33 persone tra passeggeri e personale delle ferrovie. Secondo una prima ricostruzione, la motrice si è staccata per poi schiantarsi contro una palazzina delle ferrovie, mentre il resto del treno ha proseguito fino al ribaltamento della seconda carrozza. La linea dell’incidente era oggetto di lavori di manutenzione su cui sta indagando la Procura. All’attenzione dei tecnici e degli investigatori è il cosiddetto “deviatoio”, ossia il sistema di smistamento e di scambio tra i binari, durante la corsa in alta velocità.

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Sul luogo dell’incidente, oltre al prefetto di Lodi che ha definito “prematuro” associare il disastro ferroviario alle operazioni di manutenzione in corso, sono arrivati anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. Negli uffici della procura di Lodi, il procuratore della Repubblica Domenico Chiaro ha indetto una conferenza stampa.

Cordoglio è stato espresso dalle autorità, dai familiari delle vittime e dal segretario lombardo Federazione Italiana Trasporti, che ha ricordato i due macchinisti deceduti mentre i sindacati hanno annunciato per domani uno sciopero di due ore a partire dalle 12.I feriti sono stati trasportati negli ospedali nella zona, tra Lodi e Cremona. All’Ospedale Maggiore di Lodi sono stati ricoverati dodici pazienti, tra cui due codici gialli per una frattura e uno per shock post-traumatico. Nove di questi sono già stati dimessi, come pure i sette ricoverati negli ospedali del piacentino.

Durante la giornata, sono stati inevitabili i disagi per la circolazione ferroviaria. Ventidue treni sono stati soppressi, mentre altri nove sono stati parzialmente cancellati. Ritardi fino ad un’ora I treni dirottati sulla tratta Milano-Piacenza hanno riportato ritardi fino a un’ora sulla tabella di marcia.

Inviati (foto, audio e video di): Beatrice Barra, Bruno Cadelli, Francesco Castagna, Alessandra D’Ippolito, Luigi Scarano

In redazione: Giacomo Cozzaglio e Alessandro Di Capua

A questo link, una riflessione di Bruno Cadelli – Giornalismo sul campo, perché per noi è necessario