«Edward Snowden è riuscito a scappare perché era addestrato a sfuggire ai pedinamenti. Solo i pochi che sanno come proteggere le loro comunicazioni sono veramente liberi. Tutti gli altri sono schiavi». Queste sono le affermazioni di Stefania Maurizi, giornalista dell’Espresso, intervenuta oggi al Wired Next Fest 2014. Maurizi è una delle poche in Italia ad avere contatto con il gruppo di Wikileaks e ad aver accesso ai loro file. Il caso Snowden ha generato una forte crisi nell’Nsa che non si verificherà mai più: o adesso si apre un serio dibattito sulla legittimità della raccolta dei metadata oppure la situazione è destinata solo a peggiorare.

Secondo Maurizi, la nostra democrazia sta morendo e siamo di fronte a un’ultima occasione per salvarla. Non ci sarà un altro tecnico dell’Nsa a rivelarci ciò che non vogliono farci sapere. Maurizi lancia questo allarme a cui si unisce anche Antonella Napolitano, Europe editor di Personal Democracy Media, anche lei al Yellow Dome del Wired Next Fest, in questo pomeriggio agitato dai tassisti che manifestano contro Uber. Nonostante la rivelazione di documenti coperti da segreto sia un reato, la loro pubblicazione da parte del Guardian e del Washington Post è stato un esempio di giornalismo al servizio del pubblico. Lo dimostrano i premi Pulitzer vinti dai due quotidiani. Allora perché chi ha permesso che tutto questo venisse a galla deve essere condannato per spionaggio o vivere da esule?

È questo l’interrogativo che emerge durante la discussione quando si cita l’esempio di Sarah Harrison, giornalista britannica, costretta a scappare a Berlino e convinta di non tornare indietro per evitare di essere incriminata dalla legge inglese dopo aver agevolato la fuga di Snowden dagli Stati Uniti. Esistono, infatti, alti rischi per i giornalisti che si occupano di pubblicare documenti scottanti. È emblematico il caso di David Miranda, il compagno di Glenn Greenwald, giornalista del Guardian che ha ricevuto i file secretati. Nel tentativo di trasportare alcuni di questi documenti, Miranda è stato fermato all’aeroporto di Heathrow e arrestato dalle autorità inglesi. «In questi casi le leggi antiterrorismo britanniche annullano il diritto di rimanere in silenzio. Se il sospettato non collabora commette reato». Tutto questo è accaduto perché le comunicazioni di Miranda erano tenute sotto controllo. Oggi, non c’è modo di eliminare i metadati. Questi vengono acquisiti dalle autorità, ma non è possibile sapere come vengono utilizzati.