Attraversando la zona pedonale che taglia a metà il cuore della Chinatown milanese, quasi si fatica a scorgere il Bar Gallery, nascosto com’è all’angolo di un cunicolo che collega via Sarpi all’estremità di via Rosmini. «Sì, non è un locale che dà proprio sulla strada, ma a me è sempre piaciuto proprio per questo» confessa Chung Fa, la proprietaria che ha aperto il bar nel 2004.Nata 47 anni fa nella provincia cinese dello Yunnan, Chung Fa non ha fatto troppa fatica ad ambientarsi a Milano, nonostante fatichi ancora a esprimersi bene in italiano. «Per fortuna ogni tanto c’è mio figlio a darmi una mano, specie con le ordinazioni, altrimenti avrei potuto chiudere!» commenta col sorriso sulle labbra, mentre prepara un caffè a un disorientato cliente, che sembra essere capitato al Bar Gallery quasi per caso. A dispetto di una tendenza che vede la Chinatown meneghina in continua espansione economica, gli affari non sembrano andare benissimo per Chung Fa.«Più che la posizione – ci dice – a penalizzarci è stata la crescita della competizione. Fino a qualche anno fa il mio era fra i pochi bar cinesi in tutta in zona Sarpi. Adesso invece siamo molti di più». In effetti, camminando lungo la zona pedonale, è possibile trovare un bar o una caffetteria almeno ogni centro metri, spesso segnalati da sgargianti insegne con luci al neon che, con il calar del sole, si fanno ancora più vistose e attraenti.

Eppure la proprietaria del Bar Gallery non sembra affatto intenzionata ad arrendersi: «Sono arrivata in Italia ormai più di 20 anni fa, raggiungendo mio marito che lavorava in un’industria tessile, e questo bar è stata la nostra prima attività». La giornata del Bar Gallery inizia ogni giorno alle 7: ad aprire il locale ci pensa una sua dipendente, che predispone il tutto in attesa dei clienti e di Chung Fa, che di solito si palesa intorno alle 8 e mezzo, cioè in coincidenza dell’orario di massima affluenza nel bar. «Come dicevo, con gli anni la quantità di lavoro è diminuita e quindi posso permettermi di prendermela un po’ più comoda la mattina». Malgrado un italiano a tratti zoppicante, Chung Fa si sente milanese quasi a tutti gli effetti: pur gravitando sempre attorno Chinatown, col tempo ha iniziato ad allargare i suoi orizzonti.Ha un debole per ogni tipo di risotto, ad esempio, e quando può va sempre a vedere l’Inter allo stadio in compagnia di suo figlio. «L’unica cosa che non penso riuscirò mai a fare è mangiare il formaggio: è troppo anche per me».