Le colonne di San Lorenzo sulla destra, la Basilica dedicata al Santo martire subito dietro; poco più in là uno dei parchi più grandi di Milano: nel fazzoletto di terra che sta tra piazza della Vetra e Porta Ticinese, nel pieno centro storico del capoluogo lombardo, un gruppetto di writer ha deciso di raccontare la storia della città, disegnando con bombolette spray i personaggi che hanno reso Milano un luogo aperto, d’incontro e di cultura. Veri artisti del murales sono stati chiamati da don Augusto Casolo, parroco della Basilica di San Lorenzo, perché dipingessero sul muro di cinta la “Milano street Hi-story”, un’opera d’arte che dovrebbe fermare, almeno nelle intenzioni, chi sui muri scrive solo per sporcare.

Per il momento funziona. I murales sono stati dipinti a fine maggio e in questi mesi nessuno ha provato a rovinare l’insolito equilibrio tra arte urbana ed età medievale che si è venuto a creare. Gli undici artisti – Acme 107, Encs, Gatto Nero, Gatto Max, Gep, Gianbattista Leoni, Kasy 23, Luca Zammarchi, Mr. Blob, Neve e 750ml – hanno ripercorso la storia della città ed ognuno di loro ha scelto un personaggio (o un evento) tipicamente milanese che potesse dar vigore al racconto per immagini. Una selezione, che va dall’epoca medievale alla seconda guerra mondiale, in grado di incantare non solo i turisti, ma anche chi a Milano vive da sempre e che si lascia sedurre dai disegni voluti da Don Augusto.

Se si arriva da corso di Porta Ticinese, è il patrono di Milano ad attirare l’attenzione: Sant’Ambrogio, Vescovo della città dal 374 al 397, è stato dipinto da Neve che è riuscito a rispettare l’iconografia classica del Santo venerato da tutte le chiese cristiane. Il fascio di luce, che dalla destra illumina il suo viso, indica la scelta del Signore che ha fatto di Sant’Ambrogio uno dei dottori della Chiesa, insieme a San Gregorio, San Girolamo e Sant’Agostino. Al suo fianco, nel racconto della ‘Milano street Hi-story’, c’è Attila: l’unno entrato in città senza alcuna opposizione, al comando di un esercito che trovò avanti a sé porte aperte.

Verso piazza della Vetra altri disegni decorano il muro lungo 40 metri, che si chiude con la “Madonna dei writers” di Max Gatto, dopo aver passato in rassegna secoli di storia. Il Carlo Magno di Encs, che ha lasciato la sua firma su una bottiglia ben stretta tra le mani dell’imperatore, affianca un visionario Leonardo da Vinci, ritratto durante la “scoperta” della stessa bomboletta spray che lo sta dipingendo. Poi, in un groviglio di lance e scudi, c’è la battaglia tra le storiche famiglie, i Visconti e gli Sforza, in lotta per il controllo della città. Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi e Napoleone Bonaparte, cavaliere che ha alle sue spalle l’arco della Pace, accompagnano chi guarda nell’epoca contemporanea, verso la seconda guerra mondiale. Qui, Kasi 23, ha disegnato lo scacco matto al re nero che nel 1945 segnò la fine della guerra e l’inizio di un nuovo capitolo per la storia dell’Italia e di Milano.