La Luna, un satellite naturale da studiare e ammirare. Ma anche da colonizzare. È l’idea di un team di ingegneri della statunitense Purdue University, i quali stanno sviluppando degli habitat lunari che possano fungere da abitazioni per un futuro insediamento sul secondo corpo celeste più luminoso dopo il Sole.

L’obiettivo è creare strutture resilienti, intelligenti e soprattutto autonome, che siano in grado di resistere a minacce pericoli, come l’impatto di meteoriti e terremoti o risolvere svariati problemi specifici come quelli che si potrebbero avere, per esempio, venendo a contatto con la polvere lunare, particolarmente tagliente e abrasiva. Tutto ciò può si può fare grazie all’utilizzo di robot che riescano ad adattare le strutture ai cambiamenti, o comunque a correggere eventuali errori o imprevisti durante la missione, in modo tale da ridurre al minimo i rischi per l’uomo. Insomma, un habitat che non richieda una costante supervisione umana.

«Ambisco a riunire persone provenienti da differenti esperienze per perseguire obiettivi che altrimenti non sarebbero possibili. In questa epoca, questo è il modo più efficace per far progredire la scienza» ha detto Shirley Dyke, capo dell’Istituto RETH (Resilient ExtraTerrestrial Habitat) della Purdue University.

Per riuscire in questa importante missione, Dyke e il suo team stanno esaminando diversi progetti effettuando sia test virtuali che fisici. Le loro simulazioni riguardano una vasta gamma di progetti di abitazioni lunari che saranno testati per capire quali sono quelli che resistono meglio ai vari tipi di pericoli.

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