«La conversazione è stata talmente assurda che l’ho persino registrata. È un tardo pomeriggio di qualche anno fa e ho appena caricato a bordo in viale Monza una signora italiana sulla sessantina. È diretta in corso Vercelli per andare dal parrucchiere. Fin qui nulla di strano, ma quando inizia la corsa la sento farneticare, dice frasi senza alcun senso. Pensando inizialmente a  uno scherzo, decido di non darle troppa importanza fino a quando lei non mi rivolge la parola. Dice di conoscere una ladra seriale, ricercata addirittura dall’Interpol, che di notte va in giro trasformata in colibrì.

Il viaggio dura 25 minuti, lei continua a insistere su questo dettaglio e la cosa più scioccante è la convinzione con cui affronta il discorso. Mi fingo interessato. Decido di farle qualche domanda, ma la conversazione tocca un punto di non ritorno: la fatidica ladra seriale trasformata in colibrì vuole andare a vivere su Marte poiché sicura che lì ci siano dei resort. Sono poi arrivato a destinazione. Mi ha pagato la corsa, è scesa e si è diretta dal parrucchiere. Ho riflettuto un attimo sull’assurdità della vicenda: quella signora all’apparenza normale mi aveva appena mostrato di cosa è capace la mente umana».

(Alessio S., Porta Garibaldi)