Contrasto all’immigrazione legale e al traffico di esseri umani; sostegno alle energie rinnovabili, infrastrutture, sanità, trasporti e allo sviluppo delle risorse umane. In cambio, un miglioramento dei centri di accoglienza. Questi i punti centrali del Memorandum Italia-Libia, rinnovato tacitamente dopo tre anni il 2 febbraio 2020. Un accordo affinché i due Paesi, legati da un passato coloniale, possano collaborare per migliorare la drammatica situazione di guerra che dal 2011 devasta il territorio nordafricano. Ad oggi, gli emendamenti promessi dall’Italia per una maggiore tutela dei diritti umani rimangono un’ombra. Nel documento si parla di «centri di accoglienza» e di «diritti umani e internazionali», ma mai di detenzione, torture, rapimenti o estorsioni. Senza modifiche, il Memorandum rimane un accordo «inumano», secondo molte organizzazioni internazionali, ong e analisti.Magzine ha provato ha fare chiarezza e a capire se questo accordo è davvero così necessario, soprattutto adesso che la Libia è già entrata in una seconda guerra civile che si prospetta lunga e difficile.