Una pagina Facebook nata per gioco, ma diventata in poco tempo una comunità da quasi 20 mila utenti. “In nome del pop italiano” è una realtà in continua espansione e che non ha richiesto un euro di investimento, una dimostrazione che anche nell’era dell’Hi-Tech la miglior strategia di marketing nel mondo della comunicazione è la più semplice: raccontare storie che interessano il pubblico, trovare contenuti prima che forme, ridare ai lettori il piacere di leggere e di identificarsi con un mondo che, in questo caso, riporta alla memoria ricordi di tempi passati. Con ironia e arguzia. Abbiamo intervistato Sara Belluomini, una delle fondatrici de “In nome del Pop italiano”.

pop italiano

Sara, cos’è “In nome del Pop italiano”?

“In nome del Pop italiano” nasce dalla combinazione di due elementi apparentemente inconciliabili: frustrazione e passione. La frustrazione era quella verso il lavoro di tutti i giorni, la grigia routine assassina di ogni slancio creativo. La passione era ed è quella per tutto quello che è pop italiano, nel senso più lato del termine (televisione, cinema, letteratura, pubblicità, costume) e senza limiti temporali. Così un giorno Severina Ciraristi ed io, (ci siamo conosciute su Facebook ma da tempo siamo amiche anche nella vita reale), dopo una telefonata per sfogarci l’una con l’altra dei nostri lavori, abbiamo deciso di giocare di contrattacco e crearci un divertimento tutto nostro.

E come avete iniziato?

Alla fine si trattava soltanto di mettere insieme i nostri archivi culturali e fotografici, visto che tutto quello che oggi è visibile sulla pagina è stata postata, o avrebbe potuto esserlo,  sui nostri rispettivi profili personali. Anche se siamo sempre Il 7 giugno abbiamo creato la pagina che oggi è arrivata a 16 mila follower state molto attive su Facebook, “In nome del Pop italiano” è stata la  prima pagina pensata e creata da noi due: per questo eravamo emozionate, perché non sapevamo come sarebbe potuta andare, magari finiva in un bel flop. Tutto ci stava. Il 7 giugno 2014 abbiamo creato la pagina (che ha sorelle purtroppo meno aggiornate – perché il tempo è poco – su Twitter e Tumblr) ed è partita l’avventura. Nessuno si aspettava che in meno di due anni saremmo arrivate a più di 16.000 seguaci senza spendere un soldo. E se contiamo anche i seguaci su Twitter e Tumblr, superiamo di molto i 20.000.

Come vi spiegate questo successo?

Evidentemente la cultura nazionalpopolare in senso gramsciano è ancora presente nel dna degli italiani (soprattutto 30-40enni). Spesso capita che persone di quella generazione ci ringrazino perché gli riportiamo alla memoria ricordi passati che sanno di infanzia, e quindi di felicità. È capitato anche che italiani residenti all’estero ci riconoscessero il merito di mantenere viva una parte di loro che (abitando fuori) sarebbero portati a dimenticare. La nostra però non è una semplice operazione nostalgia. Per quanto possibile, cerchiamo di stare al passo con l’attualità (nel settore lo chiamano instant marketing) e nel nostro piccolo facciamo anche critica sociale. Tutto ciò è stato reso possibile perché Severina ed io ci siamo davvero trovate in tutto e per tutto, come amiche e come socie. Non è mai stato necessario creare direttive per procedere con la pubblicazione dei post o richiedere Evidentemente la cultura nazionalpopolare è ancora presente nel dna degli italiani: molti ci ringraziano per riportargli alla memoria momenti felici  un’approvazione prima di pubblicare qualcosa sulla pagina. La massima fiducia che c’è tra noi ha fatto sì che il lavoro di pubblicazione scorresse sempre in modo fluido, facilitandoci le cose visto che entrambe abbiamo altri lavori, che ci servono per pagare le bollette di casa.

Quali sono le prospettive future della pagina?

Col passare del tempo abbiamo temuto di fare la fine di molti tormentoni, cioè vivere la parabola della decadenza veloce che connota il web e Facebook. Più che timore, l’avevamo messa in conto. Invece la pagina continua a crescere, giorno dopo giorno. Prova che le persone hanno ancora voglia di pop e merito nostro che cerchiamo di stare sempre al passo con l’attualità. L’importante è rimanere pertinenti al progetto e non scadere nel trash, che non ci appartiene. I nostri seguaci più attivi? Spesso dipende dai post ma è curioso che la fetta più rilevante sia quella maschile. Capita che quando ci scrivono in privato, gli utenti diano per scontato che siamo maschi anche noi. Chissà perché.