La decennale “febbre da clic”, forse, è vicina a spegnersi. Varie testate online hanno iniziato a rendersi conto che l’indicatore più affidabile del successo in rete non sono le visualizzazioni delle pagine, ma la fedeltà del pubblico. Cioè il numero di lettori che dopo aver letto una notizia tornerà a visitare il sito, portando traffico e guadagni. Ma come si fa a misurare questo dato?

Non esiste una singola metrica in grado di dirci quanto siano “abituali” i lettori di un certo sito di news. L’unico modo di capirlo è sviscerare e confrontare in modo professionale i dati di Google Analytics. Ma chi ha il tempo o le capacità di farlo, soprattutto in realtà medio-piccole? A risolvere questo problema ci ha pensato il Center for Cooperative Media della Montclair University, realizzando l’Audience Explorer dashboard. Si tratta di uno strumento agile e gratuito capace di individuare, per ogni sito, tre categorie di utenti: Casual visitors (non più di una visita al mese), Prospective loyalists (dalle 2 alle 5 visite), Brand lovers (6 visite o più). Maggiore è il numero di Brand lovers, maggiore è l’efficacia della testata in termini di business.

Sono questi ultimi, infatti, a suggerire nuovi temi alla redazione, promuovere il marchio della testata nella propria cerchia, commentare gli articoli e partecipare agli eventi. Spesso, poi, finanziano direttamente il progetto. Come si trasformano gli utenti da Casual visitors a Brand lovers? Non c’è una sola risposta, ma l’Audience Explorer dashboard rende più facile capire qual è il segmento di utenza al quale puntare. Lo strumento permette di identificare provenienza e fascia d’età dei lettori più affezionati, quali sono i contenuti più letti e i device più utilizzati.

Per approfondire, continua la lettura su Medium