Nel corso della giornata di martedì Apple ed FBI si sono trovate a testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti.

La riunione, durata 5 ore, ha inaspettatamente portato alla luce un atteggiamento della Commissione di Giustizia della Camera a favore di Apple. Le due parti sono state rappresentate da  James Comey, direttore dell’FBI, da un lato, e Bruce Sewell, consigliere generale e vice presidente degli Affari Legali e Governativi di Apple.

La testimonianza di Comey ha aperto il dibattito: il direttore dell’FBI ha paragonato la codifica digitale a un “feroce cane da guardia” che Apple dovrebbe togliere di mezzo. «Non è compito loro occuparsi della pubblica sicurezza. È il nostro compito»«Non è compito loro occuparsi della pubblica sicurezza. È il nostro compito»: Comey ha argomentato come la progressiva messa in sicurezza mediante codifica dei dati personali potrebbe condurre presto a un mondo in cui il livello della privacy è talmente alto da non poter consentire a chi investiga di ottenere alcun genere di prova.

Bruce Sewell, nella sua testimonianza, ha ribadito le motivazioni che l’azienda aveva già ripetutamente addotto sin dall’inizio dello scontro; ha inoltre aggiunto che la mossa dell’FBI di appellarsi a un giudice altro non sarebbe che un modo per tagliar corto con il dibattito, piuttosto che incoraggiarlo. «Si tratta di una questione di sicurezza contro sicurezza e siamo convinti che il punto di equilibrio dovrebbe essere fornito dal Congresso». Gli argomenti di Sewell sono stati accolti con una fredda risposta da parte di James Sensenbrenner, rappresentante repubblicano del Wisconsin, che ha redarguito il vice presidente di Apple così: «Le posso dire che non le piacerà quanto emergerà dal Congresso». «Si tratta di una questione di sicurezza contro sicurezza e siamo convinti che il punto di equilibrio dovrebbe essere fornito dal Congresso»

La posizione di Sensenbrenner, tuttavia, ha rappresentato la minoranza durante l’audizione di martedì. John Conyers, democratico, ha espresso tutta la propria perplessità sul modo di operare dell’FBI, che sembrerebbe una scappatoia per aggirare il Congresso: «Quel che più mi preoccupa, signor Presidente, è che nel bel mezzo di un dibattito del Congresso su questa materia, l’FBI abbia chiesto a un magistrato federale di fornirgli l’accesso speciale a prodotti protetti che questo stesso comitato, questo Congresso e l’amministrazione ha fino ad oggi rifiutato di fornire. Perché il governo ha fatto questo passo forzando la situazione?».

Conyers ha concluso affermando quel che in molti sospettano dall’inizio della faccenda: «Sarei profondamente deluso se emergesse che il governo sta sfruttando una tragedia nazionale per ottenere un cambiamento della legge».

Il presidente del Congresso Robert Goodlatte, repubblicano della Virginia, ha affermato che il caso di San Bernardino potrebbe «non essere il caso ideale su cui fondare un precedente», riprendendo così la sentenza del giudice di Brooklyn Orenstein. Le cose si sono fatte più difficili per Comey quando lo stesso Goodlatte l’ha incalzato sul fatto che la richiesta di sbloccare l’iPhone di Farook sia un caso isolato, l’argomentazione che l’FBI ha usato con maggior forza per giustificare il proprio operato. Lentamente, il presidente dell’FBI è dovuto tornare sui suoi passi: ha ammesso che potenzialmente potrebbe creare un precedente per altri casi.

Le domande per Comey si sono fatte pressanti da parte di molti dei membri del Congresso: gli errori nelle procedure delle indagini iniziali sul telefono, il ritardo di 50 giorni nella richiesta dello sblocco del telefono rispetto all’inizio delle ricerche, la possibilità che la Cina o altri Stati sfruttino il backdoor creato proprio dal governo americano.

Sewell ha riferito che Apple vuole realmente aiutare il lavoro del governo per la pubblica sicurezza, ma, come ogni cittadino, ha il diritto, garantito dal primo emendamento, della libertà di parola e della libertà dalla coercizione che può imporre lo Stato allo svolgimento di un dato lavoro, garantita dal tredicesimo emendamento.

«Dire che si tratta di un piano di marketing, di pubbliche relazioni, sminuisce del tutto un dibattito molto serio che dovrebbe riguardare la sicurezza del popolo americano»

Le argomentazioni del governo nel caso di San Bernardino «mi fanno ribollire il sangue», ha riferito al Congresso. «Dire che si tratta di un piano di marketing, di pubbliche relazioni, sminuisce del tutto un dibattito molto serio che dovrebbe riguardare la sicurezza del popolo americano».

Il dibattito al Congresso si chiude con un’apparente presa di fiato per Apple: non è chiaro se questa scelta della Commissione di Giustizia sia stata determinata dall’opinione pubblica, o dal fastidio suscitato dall’FBI nel tentativo di scavalcare il Congresso, ma segna l’apertura verso una direzione in cui tutti speravamo.