TikTok attira sempre più l’attenzione delle aziende. Non solo perché quest’app vanta un numero sempre crescente di utenti in tutto il mondo, ma soprattutto perché il suo algoritmo propone contenuti non in base a chi si segue ma a cosa fa tendenza in un particolare momento, facendo diventare virale un contenuto molto più facilmente e aumentando così il proprio potenziale come efficace piattaforma di veicolo di contenuti, e quindi, anche di pubblicità.

La parola chiave su TikTok è challenge: agli utenti viene chiesto di replicare balletti, messe in scena o semplici imitazioni di personaggi famosi o meno, liberando la propria fantasia e dando vita ad una vera e propria catena virale di video. Questi prodotti user-generated sono molto apprezzati dalle aziende per la loro capacità di diffondersi a macchia d’olio. Ma non solo, TikTok è anche più economico di altri social: su questa piattaforma, le aziende pagano un dollaro ogni mille impression , su Facebook quattro.

In definitiva, Tik Tok promette e permette una diffusione maggiore ad un costo minore. Tutto è partito dalla Germania, con la challenge #PlayWithPringles, che ha visto gli utenti del social ballare e recitare usando il tubo del famoso snack in modi creativi e generando più di 151.000 video per un totale di 230 milioni di visualizzazioni. Un test che ha funzionato e che sta spingendo il mercato a creare una vera e propria strategia di marketing pensata ad hoc per TikTok.

La piattaforma presenta, però, un ostacolo: per i pubblicitari è spesso difficile, se non impossibile, analizzare virtualmente i risultati delle loro campagne. Ciononostante,  al termine della pandemia da Covid-19, che ha causato tagli importanti al budget pubblicitario di molte aziende, ci si aspetta che un numero crescente di brand  siano pronti a far sentire la propria voce proprio su TikTok.

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