La svolta è arrivata nel 2012, con la borsa di studio del Magnum foundation emergency fund che ha premiato il suo progetto fotografico From there to here, interamente dedicato al fenomeno dei flussi migratori. Così, Giulio Piscitelli, già fotografo pubblicato su riviste italiane e internazionali, è diventato uno degli autori che meglio al mondo racconta la migrazione tout court.Piscitelli,  37 anni, nato a Napoli, collabora con l’agenzia Contrasto dal 2013 e dal 2010 fotografa all’attualità, in Italia e all’estero.

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Quando ha iniziato ad occuparsi di fotografia?

È successo subito dopo la Laurea in Scienze della Comunicazione. Ero già appassionato di arti visive e figurative e pensavo che quello sarebbe stato il settore in cui avrei lavorato. Ammetto di non aver seguito quella strada anche per pigrizia. Nella fase conclusiva dei miei studi ho iniziato, insieme a un amico, a lavorare sulla camera oscura con delle foto scattate in strada. Inoltre a Napoli in quel periodo l’emergenza rifiuti era una problematica primaria e urgente. Così iniziai a fare delle foto e a cercare qualcuno che mi facesse lavorare. Mi presentai a un’agenzia fotografica dove mi dissero che mi avrebbero pagato le foto nel momento in cui fossero riusciti a venderle. Ho iniziato così, insomma.

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Nella mostra fotografica “Harraga: in viaggio bruciando le frontiere” Piscitelli racconta il suo viaggio di 7 anni sulle rotte dei migranti. Come ha avuto questa idea?

Fino al 2011 ho seguito gran parte delle notizie sul territorio italiano e quindi anche la crisi di Lampedusa e gli scontri a Rosarno. Inizialmente non avevo intenzione di creare un progetto. Alcuni amici ragionavano su servizi fotografici mentre io inseguivo la foto singola. Il progetto Harraga, che inizialmente si chiamava “From there to here”, è nato quando ho acquisito consapevolezza di quello che stavo facendo. È stata la mia scuola di fotografia.

 

Melilla, Spain - August 13th 2014 - More than 100 sub saharian immigrants try to cross the fence between Spain and Morocco.

Melilla, Spain – August 13th 2014 – More than 100 sub saharian immigrants try to cross the fence between Spain and Morocco.

Sul suo profilo sono raccolte istantanee da mezzo mondo, dall’Afghanistan a Mosul, dalla Siria all’Ucraina, e ovviamente da Napoli. Cosa vuol dire raccontare la propria città?

È molto difficile raccontare quello che vedo tutti i giorni. Ogni tanto fotografo la mia città e ho degli scatti singoli utilizzati per la cronaca che rappresentano il mio vissuto. Non giro spesso con la macchina fotografica come fanno altri colleghi. Fotografo sporadicamente Napoli perché trovo molto ostico rappresentarne tutte le sfaccettature. Le mie foto di questa città sono un taccuino di esperienze accumulate negli anni.

 

Naples, Italy - May 21st 2010 - Arrest of a drug seller

Naples, Italy – May 21st 2010 – Arrest of a drug seller

Ha dei nuovi progetti che sta seguendo o che vorrebbe seguire?

Sono appena tornato dall’Afghanistan, in cui ero già stato nel 2013, e vorrei tornarci al più presto. Lì ho curato un progetto negli ospedali di Emergency, utilizzando delle nuove tecniche di fotografia. Inoltre sto continuando un lavoro a Castel Volturno, un progetto incentrato sul tema dell’immigrazione che avrà tempi di sviluppo molto lunghi.