Lanciato nel 2010, Instagram è diventato il social network con la crescita maggiore negli ultimi tre anni. È terzo in assoluto al mondo per numero di utenti (600 milioni al mese) ed è particolarmente apprezzato dagli under 30. Dopo l’avvento delle Stories, qualcuno ha iniziato a intravedere nell’app anche la possibilità di raccontare un’inchiesta. Il tema è stato affrontato durante l’ultimo Festival del Giornalismo di Perugia, all’interno del workshop “Visual Storytelling su Instagram”.

Di fronte alle perplessità sull’effettiva adeguatezza del mezzo alla cronaca giornalistica, Lila King, responsabile delle global news di Instagram, ha spiegato che «l’idea è semplicemente di usare le stesse regole e princìpi del giornalismo e applicarle su un’altra piattaforma».

Ci sono già alcune testate che usano Instagram per la pubblicazione delle loro inchieste. Tra queste, il settimanale Time, che in un progetto avviato nel 2015 e intitolato Finding Home ha raccontato, attraverso le immagini, la storia di due famiglie di rifugiati siriani e dei loro tre bambini.

Il lavoro è stato curato da tre videogiornaliste e ha richiesto una lunga fase di reporting e di relazione con le famiglie. La peculiarità di una narrazione giornalistica visual e social ha generato criticità e allo stesso tempo anche opportunità inusuali rispetto a quelle della cronaca tradizionale, come l’interazione con i follower, aggiornati costantemente sull’inchiesta e tramite i live con cui gli autori che rispondevano alle loro domande.

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