Se sarà un bel Festival “lo scopriremo solo vivendo”, per dirla alla Battisti. Lucio, però, non era un veterano della kermesse sanremese: la sua unica partecipazione – che spegnerà cinquanta candeline il prossimo anno – fu con Un’avventura. Gli antagonisti sanremesi utilizzerebbero sicuramente questo e molti altri esempi di Big della musica italiana mai entrati tra i Big in gara, a sostegno di un Festival di “tutta apparenza e poca sostanza”. Vuoi o non vuoi, però, la settimana della canzone italiana tiene incollati alla televisione milioni di spettatori e, ri-parafrasando il buon Lucio, è il caso di dire che, nonostante tutto, il Festival “domani e sempre, sempre vivrà”.

Musica e parole, spettacolo e gossip, storia e cultura: il Festival è questo e molto altro. “Tutti cantano Sanremo” è il motto reso popolare dalla tripletta Conti e trova la sua ragion d’essere nell’affermarsi della canzone italiana nel mondo, rappresentata, primo fra tutti, dal singolo Nel blu dipinto di blu, esattamente sessant’anni fa, ha fatto “volare” oltreoceano il suo interprete, Domenico ModugnoNel blu dipinto di blu che, esattamente sessant’anni fa, ha fatto “volare” oltreoceano il suo interprete, Domenico Modugno. Con un successo planetario che ha reso questa canzone una delle italiane più famose al mondo, identificata dalla parola d’apertura del ritornello e dall’”oh-oh” che chiunque è capace di canticchiare o fischiettare,  Nel blu dipinto di blu fu la hit vincitrice dell’VIII edizione del Festival e consacrò il suo esordiente autore tra i più celebri della storia musicale del Bel Paese. I compleanni da festeggiare, però, non finiscono qua. Quest’anno si celebra il cinquantennio del ’68, anno in cui vinse Canzone per te di Sergio Endrigo, resa eterna dalle successive cover, in ordine, di Gianni Morandi nel 1977, Ornella Vanoni nel 1986, Enrico Ruggeri nel 1989 e Claudio Baglioni nel 2006: tutti nomi che, in qualità di concorrenti, ospiti e conduttore, si riuniranno su un unico palco.

Il ’68, poi, per la 68esima edizione del Festival è l’occasione per unire storia e successo di un neo-presentatore. Claudio Baglioni, infatti, quest’anno celebra mezzo secolo di una carriera iniziata con Signora Lia e Interludio. Il cantautore pop, per auto-festeggiarsi, ha deciso di porsi al centro della scena, con un tour nazionale che partirà in autunno e con un impegno “rivoluzionario” quale è quello della conduzione. Proprio rivoluzione è la parola chiave di tutto il Festival, perché commemorativo di una delle stagioni più tumultuose e progressiste della storia nonché desideroso di aggiungere una ventata d’aria fresca alle precedenti edizioni. «Ho pensato al 1968, ai flower power e questo mi ha dato grandi suggestioni», precisa Baglioni«Ho pensato al 1968, ai flower power e questo mi ha dato grandi suggestioni – ha precisato Baglioni –. È stata un’epoca che non si è mai più ripetuta e mi piace pensare che anche quello slogan un po’ ingenuo, ossia “l’immaginazione al potere”, sia ripetibile». Un’immaginazione rappresentata in anteprima dagli spot di presentazione della kermesse, in cui i protagonisti dipingono un muro bianco con i colori primari dell’arcobaleno.

La rivoluzione e il desiderio di libertà hanno, quindi, colpito anche il Festival che, per la prima volta nella sua longeva vita, quest’anno cassa le eliminatorie. Si allungano – nel vero senso della parola, per i quattro minuti di durata ciascuna – fino alla serata finale del sabato, infatti, le 20 canzoni concorrenti in gara. Pur mantenendo tutti gli scongiuri del caso, si può ben dire che questa si preannuncia un’edizione di ricorrenze e commemorazioni che potranno portare a tutto, eccetto al fatto che non si parli di Festival durante il Festival.