MOSTLY TRUE: «Ogni volta che l’Europa ci accusava di sovraffollamento carcerario, qualcuno faceva un provvedimento svuotacarceri».

Lunedì 20 novembre 2023 il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro ha annunciato, in visita alla casa circondariale Mammagialla di Viterbo, grandi cambiamenti in materia di edilizia penitenziaria sul suolo italiano.

 

Fonte: Quinta Epoca (YouTube)

Il politico italiano ha preso le distanze dalle scelte dei governi precedenti: «Il sovraffollamento carcerario funzionava così: ogni volta che l’Europa ci accusava di sovraffollamento carcerario, qualcuno faceva un provvedimento svuotacarceri. Il governo Meloni non lo farà mai». Per Delmastro vi è un rapporto causa-effetto tra le pronunce europee in merito alle condizioni delle case circondariali italiane e i decreti e le leggi approvate dalle precedenti amministrazioni.

Il sovraffollamento degli istituti penitenziari è un tema caldo in Italia. Nel “Report di fine anno 2023” Antigone, associazione dedita alla salvaguardia dei diritti nel sistema penale, ha denunciato un incremento del tasso di affollamento delle carceri del 117,2%. Il sottosegretario Delmastro ha spiegato che il governo sta affrontando il problema lavorando sull’edilizia penitenziaria: «abbiamo sbloccato 80 milioni nel Pnrr, 166 milioni di interventi sbloccati 2 settimane fa».

Inoltre, secondo Delmastro per ripristinare la sicurezza nelle carceri è necessario rimpolpare l’organico con più agenti: «Abbiamo 5mila e passa agenti in formazione».

 

I fondi destinati alle carceri italiane

È necessario chiarire la differenza tra i tipi di fondi che sono stati stanziati per il miglioramento delle carceri italiane. Il Mit (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti) ha concesso 166 milioni di euro per 21 interventi di miglioramento. 

Sono stati sbloccati dal Piano nazionale complementare, progetto integrativo al Pnrr, 132,9 milioni di euro così ripartiti: 84 milioni per il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) e 48,9 milioni per il Dgmc (Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità). I fondi del Dap sono destinati alla costruzione di nuovi padiglioni e alla ristrutturazione di alcuni spazi. Quelli del Dgmc sono deputati alla riqualificazione di alcuni spazi e per progetti di riabilitazione di minori e tossicodipendenti. 

In conclusione, vi è una corrispondenza tra le dichiarazioni del sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e i fondi realmente stanziati per migliorare le condizioni degli istituti penitenziari italiani. 

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Interventi finanziati dai fondi del Mit. Fonte: Ministero infrastrutture e trasporti

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I provvedimenti svuotacarceri dell’Italia e le condanne dell’Europa

Tra le condanne che l’Italia ha ricevuto da parte dell’Europa per le condizioni di sovraffollamento carcerario, le più importanti risultano essere le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo Sulejmanovic c. Italia del 2009 e Torreggiani e altri c. Italia del 2013.

Considerando i provvedimenti adottati in Italia si può notare una corrispondenza tra l’adozione di queste pronunce a livello europeo e la mobilitazione dei governi italiani per attenuare il fenomeno del sovraffollamento. 

Sono infatti successivi alla pronuncia Sulejmanovic i provvedimenti con cui il legislatore ha deciso di introdurre temporaneamente la possibilità di accedere alla detenzione domiciliare per i condannati a una pena detentiva, anche residua, non superiore a 18 mesi. In particolare, si ricordano in tal senso la legge 199/2010 e il decreto-legge 211/2011, adottati durante il governo Berlusconi.

Allo stesso modo, a seguito della sentenza Torreggiani contro Italia, che è considerata una pronuncia di riferimento in materia di diritti dei detenuti, sono stati adottati diversi provvedimenti per attenuare il sovraffollamento carcerario. In particolare, durante il governo Letta sono stati emanati i decreti-legge 78/2013 e 146/2013, che hanno introdotto la liberazione anticipata e la liberazione anticipata speciale. 

Al contrario, il decreto-legge 137/2020 non è riconducibile ad alcuna sollecitazione europea, quanto piuttosto all’esigenza di fronteggiare il rischio di contagio da Covid-19. Infatti il governo Conte vi ha inserito delle misure volte a ridurre la popolazione carceraria al fine di scongiurare possibili focolai.

 

Il numero di agenti attualmente in formazione

Risultano esserci delle incongruenze sul numero degli agenti di polizia penitenziaria in formazione. Stando a quanto riferito dall’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, i corsi attualmente attivi a livello nazionale sono due: il primo, avviato ad ottobre 2023, conta 362 allievi assunti mediante scorrimento delle graduatorie del 23 dicembre 2021, del 12 ottobre 2021 e del 2 dicembre 2020; il secondo, avviato a dicembre 2023, conta invece 1867 allievi. Si arriva dunque ad un totale di 2229 agenti in formazione, meno della metà dei «5mila e passa» dichiarati dal sottosegretario Delmastro.  

(Questa ricerca è parte integrante del progetto Eufactcheck.eu promosso dall’associazione transnazionale di giornalismo Ejta di cui questa scuola fa parte)