Fabio Lalli, 50mila follower su Instagram, è CEO di IQUII, mobile company italiana, e presidente dell’Associazione Indigeni Digitali. Appassionato di tecnologia e nuovi media, è uno dei fondatori di Followgram, applicazione che estende le funzionalità di Instagram sul web e ha dato via al progetto CulturaDigitale.com per la diffusione della cultura digitale in Italia.

Perché privilegi Instagram rispetto a un altro social network?

La fotografia è uno strumento di comunicazione emozionale e la foto è inoltre un linguaggio internazionale che non ha bisogno di traduzione. Instagram mi permette di condividere emozioni in modo semplice e costruire uno storytelling personale in modo semplice.

Com’è nata l’idea di fondare Followgram?

Followgram è nato durante un pomeriggio con il mio amico Lorenzo Sfienti. Avevamo tutti e due una esigenza e volevamo tutti e due estendere una serie di funzionalità non esistenti su Instagram. La prima su tutte era la presenza su Web dei profili pubblici, gli album e altre. E così ci siamo messi al lavoro e nel giro di una notte abbiamo tirato su la prima versione.

Usi i social solo per scopi professionali o anche come vetrina individuale?

Uso i social network per comunicare, aggiornarmi, condividere e raccontarmi. Nel mio caso è difficile capire quando parlo di lavoro o quando parlo della vita privata. Ho deciso di raccontarmi e farlo in modo spontaneo mixando tutte le informazioni che, consapevolmente, decido si condividere. Raccontarsi naturalmente è la miglior vetrina che ci sia: vieni percepito per quello che sei, senza personaggio, senza tecnicismi particolari o doppi fini.

Nell’atto della condivisione, pensi che pesi di più il tuo potere mediatico o la qualità dei contenuti che posti?

È un po’ come chiedere se è nato prima l’uovo o la gallina. Sicuramente la qualità è fondamentale e la visibilità amplifica ancora di più quello che si scrive. Ma la visibilità di un contenuto senza qualità è inutile, così come un contenuto di qualità senza platea rimane inascoltato. Il lavoro iniziale è basato sicuramente su contenuti di qualità, continuità, disponibilità al dialogo, ma soprattutto spontaneità e trasparenza.

Che valore hanno per il fruitore l’informazione e, nel tuo caso, i contenuti fotografici gestiti in questo modo?

La fotografia migliora la percezione di quello che si scrive: un tweet può lasciare un livello di interpretabilità altissimo. Le foto, le immagini in generale, consolidano il messaggio e lo fissano. Per me la fotografia nella comunicazione è fondamentale, perché associa ad un messaggio una emozione.

Quanto i social hanno influito sul mondo dell’informazione?

A mio avviso i social network non hanno solamente influito sul mondo dell’informazione, ma stanno modificando completamente il modello di informazione. Pensiamo a Twitter, Facebook, Instagram come strumenti di informazione, ma anche ai feed, le notifiche varie, il mobile gli aggregatori di notizie. Insomma il mondo dell’informazione è cambiato grazie ai social.

Quanto usi social network per costruire la tua dieta informativa?

Praticamente sempre: tramite Twitter e aggregatori di notizie ho modo di tenermi sempre aggiornato su tutti i temi che mi interessano e che posso filtrare a seconda del momento. La mia dieta informativa è piuttosto “grassa” a dir la verità e spesso per non rimanere indietro mi leggo la rassegna sia la mattina a colazione, a pranzo e dopo cena! Il social network principale che utilizzo è Twitter, ma ultimamente anche Facebook e Linkedin proprio grazie ai gruppi e alle funzionalità di lista che sono state implementate e che mi permettono di filtrare un po’ di rumore.

E quando non hai connessione come reagisci?

Quando non ho cosa?!? Scelgo gli hotel in vacanza in funzione della connettività. Può bastare come risposta?

Cosa succederà al tuo profilo social fra cinque anni?

Sono dell’idea che siamo in una era in cui non conviene fare previsioni: va tutto così veloce ed in continua evoluzione che anche quelle da qui a un anno possono essere sbagliate. Sicuramente quello che mi viene da pensare è che la gestione sarà diversa da come è oggi: immagino sistemi hardware integrati e dispositivi sempre più mobili che permetteranno di esser connessi ed aggiornare/leggere i social con una specificità maggiore ed un real time…sempre più real.

C’è qualcuno a cui ti ispiri, all’interno della tua categoria, nel costruire la tua immagine social?

No. Non mi sono mai ispirato a nessuno proprio perché penso che ognuno dovrebbe esser realmente se stesso. Le uniche ispirazioni che sono alla base della mia gestione sono etica, trasparenza e buon senso. Tutto il resto è noia… per fare una citazione (ride, ndr).