Quale sarà il destino delle sigarette elettroniche ancora non è chiaro: quel che è certo è che dopo l’emendamento Vicari si è scatenato il caos tra consumatori e rivenditori. I primi hanno fatto scorte di liquidi nel timore di doverli comprare tassati con una maggiorazione del prezzo di 4,80 euro, i secondi hanno aggiunto caos al caos: alcuni rivenditori hanno già applicato la tassazione mentre altri hanno mantenuto il prezzo iniziale, almeno per il momento.

Nel frattempo si resta in attesa di sapere le future modifiche che il contro emendamento Rotta – Boccadutri potrebbe apportare. Ad aspettare un responso sono soprattutto i proprietari di siti per la vendita online che, secondo quanto previsto dall’emendamento Vicari, sono destinati a chiudere. L’emendamento, oltre al monopolio statale sul settore dei vaporizzatori personali e la tassazione sui liquidi contenenti o meno nicotina, prevede che ad essere autorizzati alla vendita delle sigarette elettroniche siano solo tabaccherie e rivenditori autorizzati e non saranno più possibili gli acquisti online.

Se i consumatori si dicono assolutamente contrari al monopolio di Stato, tra i rivenditori l’opinione si divide tra coloro i quali si dichiarano favorevoli ad un maggior controllo e ad un’attenta regolamentazione del mercato e coloro che ritengono che si tratti solo di un espediente per riacquisire al mercato del tabacco i fumatori convogliati nella nuova frontiera dello “svapo”. Di sicuro l’opinione che mette d’accordo anche i più favorevoli è che l’emendamento non ha a cuore la salute pubblica: l’aumento dei prezzi potrebbe scoraggiare i consumatori e indurli a ritornare al consumo del tabacco, dieci volte più nocivo rispetto alle e-cigs, le sigarette elettroniche, come dichiarato da Roberto Boffi, dirigente medico responsabile dell’Istituto nazionale dei tumori, durante il servizio mandato in onda da Report.

Tra le possibili conseguenze potrebbe svilupparsi un “mercato nero” che, come sottolinea Luca Raggio, fumatore di e-cigs da tre anni circa, esiste già e che in questo modo potrebbe solo essere incrementato. «Nei forum e nei social – informa Nicola Romanelli, fondatore e proprietario di Centrosvapo.itLa maggior parte degli “svapatori” ha dichiarato che acquisterà basi ad alta concentrazione di nicotina direttamente dall’estero o da chi le vende abusivamente. Questo è molto pericoloso.

La nicotina è una sostanza tossica che va maneggiata con guanti protettivi ed in dosi bassissime. Inoltre, in questo modo, non c’è alcun controllo sulle materie prime, sulle procedure di produzione e le norme igienico sanitarie probabilmente sono inesistenti».

La semplicità di preparazione dei liquidi e la facilità con cui possono essere reperiti gli ingredienti rende questa ipotesi davvero plausibile. I liquidi sono infatti composti per l’80 percento da glicole propilenico e glicerina vegetale, additivi alimentari di uso comune. Altra conseguenza, secondo Giacomo Tirelli, svapatore da 4 anni, potrebbe essere l’incremento del mercato estero. Tirelli dichiara infatti di fare acquisti soprattutto nei siti esteri. Con la maggiorazione dei prezzi, molti altri potrebbero seguirne l’esempio, nonostante, secondo quanto previsto dall’emendamento, ciò potrebbe diventare “quasi” impossibile.

«Infine – conclude Nicola Romanelli – l’emendamento non tiene conto dei 35mila posti di lavoro che andrebbero persi con la chiusura dei siti destinati alla vendita al dettaglio». Insomma, i rischi ai quali si andrebbe incontro sembrano essere molti se si aggiunge anche il fatto che alcuni Paesi come il Regno Unito stanno incoraggiando i tabagisti a trovare nelle “e-cigs” una soluzione meno dannosa per la salute e che l’Italia, tassando pesantemente il settore rischia solo di scoraggiare chi ha già smesso di fumare la tradizionale sigaretta e anche chi vorrebbe cominciare a provare. L’emendamento volto a salvaguardare la salute dei consumatori, rischia solo di danneggiarla.