La Provenza è da sempre terra di conquista del Front National. Marignane, a pochi chilometri da Marsiglia, è stato il primo comune nella storia a passare nelle mani dell’estrema destra. A Marsiglia, il partito di Marine Le Pen sta conquistando anche le periferie a nord della città: quelle con il maggior numero di residenti di religione musulmana, i tassi di disoccupazione più alti e la massima concentrazione di gang criminali.

L’ultima conferma del successo dell’estrema destra nel sud è arrivata dalle elezioni regionali della fine del 2015, quando il Front National è arrivato a un soffio dal conquistare le spiagge della Costa Azzurra e i campi di lavanda della Provenza. Marion Maréchal-Le Pen, figlia della secondogenita di Jean-Marie e nipote di Marine Le Pen, ha ottenuto il 44 per cento al primo turno, per essere poi sconfitta al ballottaggio dall’alleanza fra socialisti e repubblicani. È lo schema che potrà impedire anche la vittoria di Marine Le Pen alle presidenziali. Ma il risultato di Marion al primo turno l’ha fatta diventare un simbolo per gli elettori del Front National. Il suo ruolo nel partito è di cerniera fra il vecchio elettorato dell’estrema destra e degli integralisti cattolici, e il nuovo corso intrapreso da zia Marine: la cosiddetta dédiabolization. Cioè il tentativo di allargare la base elettorale del Front normalizzando il partito e moderandone, almeno all’apparenza, gli eccessi del passato vichista. Una strategia che sembra pagare, e che ha portato fra le braccia di Marine Le Pen, oltre allo storico elettorato borghese e tradizionalista, anche ampia parte delle classi popolari. Marsiglia e le città limitrofe sono la rappresentazione perfetta di questa alchimia politica.

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