Questa è la storia di un uomo che ha viaggiato migliaia di chilometri per seguire l’amore della sua vita, un uomo con un cognome tra i più comuni al mondo ma con una storia molto, molto particolare. L’uomo in questione è Zhao Xiang Wu, meglio noto come Sergio.

Sergio è proprietario del Bar risonante Fei yun ge in Melchiorre Gioia angolo via Ressi da 23 anni. Nato a Shanghai, la “Parigi d’oriente”, nel 1964. In quel periodo Shanghai era diventata il centro della sinistra radicale: «In quel periodo in Cina era molto comunista e molto chiusa. Nel 79’ le frontiere si sono aperte, e i giovani come me sono partiti alla volta di scoprire il mondo». 

Negli anni 90’ Sergio, da Shanghai decide di intraprendere un viaggio che lo porterà a Milano: «Sono arrivato in Italia 23 anni fa, prima di venire qui ho vissuto in Belgio per studiare medicina. Dopo essermi sposato con mia moglie, ho seguito lei e la sua famiglia, l’ho fatto per amore. In questi ultimi 23 anni ho lavorato sempre a Milano, conosco oramai la città molto bene. Dell’Italia mi piace davvero tanto la cultura. Ora ho 50 anni e mi sento più europeo che cinese.».

Fei yun ge era di proprietà dei genitori della moglie di Sergio. Il locale esisteva già nel 1987: «Successivamente l’ho comprato io è ho cambiato tutto: Ho ristrutturato tutti gli spazi e ho cambiato il menù. Da 30 anni i milanesi da tutta Milano vengono a mangiare nel mio ristorante. Grazie al ristorante siamo entrati nel cuore delle persone e ci considerano di famiglia». 

Wu racconta quali sono le differenze che ha trovato tra il Belgio — Paese dove ha completato gli studi come medico— e l’Italia: «L’Italia per me è un bellissimo paese, multiculturale fatto di persone gentili. Mi sono integrato subito perché sono sempre stato abituato alla multiculturalità: in Belgio nei campus eravamo di tutti i colori. Anche se il Belgio, a differenza dell’Italia, non è così storico. Poi preferisco il meteo in Italia, in Belgio fa troppo freddo. Infine in Belgio ho notato una cultura del lavoro differente, qui (in Italia) il lavoratore è più rilassato, più allegro».

Zhao Xiang Wu con Claudia Pozzi, co-direttrice di BIG EYE International Vision

Zhao Xiang Wu con Claudia Pozzi, co-direttrice di BIG EYE International Vision

 

Zhao Xiang, oltre all’attività da ristoratore, ha il suo studio medico ed è direttore della BIG EYES International Vision, società che si occupa di ideazione ed organizzazione di eventi (mostre, concerti, convegni); di campagne marketing e comunicazione; di progetti editoriali; di sviluppo di progetti commerciali di import ed export:«Mi divido tra lo studio medico, il ristorante ed il sociale. Ho fatto tanti progetti di scambio culturale fra Cina e Italia: Progetti per musica, cultura e arte. Qualche anno fa ho organizzato un concerto al teatro Arcimboldi, uno spettacolo di beneficenza per il San Raffaele. In occasione di Expo ho realizzato, alla triennale di Milano una mostra di porcellane provenienti dal Museo Nazionale della Ceramica di Jingdezhen. In questo periodo mi sto occupando alla presentazione di artisti cinesi, borse di studio per questi artisti all’accademia delle belle arti. Credo che amicizia e conoscenza siano le armi più potenti contro i conflitti, contro la guerra».

 Padre, medico, ristoratore e direttore di un’associazione culturale.Con BIG EYES International Vision, Sergio vuole far conoscere la cultura cinese all’Italia, e dall’altra parte che la Cina conosca quella Tricolore: «Secondo me sono due nazioni simili, a loro modo. Entrambe le culture amano il cibo e la libertà. Poi storicamente sono collegate grazie alla via della seta ed i viaggi di Marco Polo». Sergio, proprio come Marco Polo, da Shanghai ne ha fatta tanta di strada.