Andrà tutto bene. Sono queste le tre parole che risuonano continuamente tra le mura domestiche, i balconi della città e i nostri telefoni in questo periodo. Andrà tutto bene. E probabilmente è così, se ognuno di noi smette di essere individuo e si facesse comunità. Questo il messaggio tra le righe nei decreti dei politici che invitano alla collaborazione, nelle raccomandazioni dei medici e nei gesti di chi si adopera per dare un contributo. Ed è per questo che “se una persona si impegna con qualsiasi mezzo che ha per aiutare la comunità, allora vale la pena renderlo noto”: lo dice Corinna, studentessa di medicina.

Corinna è la portavoce dell’iniziativa che vede coinvolti tutti i giovani della facoltà di Pisa del quinto anno: una donazione all’ospedale della città, finalizzata a fronteggiare l’emergenza sanitaria da Coronavirus che l’Italia sta affrontando in questo momento. Da ormai tre anni facciamo ‘sbobbine’ – gli appunti integrati alle registrazioni dei professori che ne danno il consenso –, creiamo delle raccolte e le vendiamo agli studenti”, racconta. Avendo concordato all’unanimità di devolvere ogni anno il ricavato in beneficenza, quest’anno la destinazione è stata scontata. “L’ospedale di Pisa ci sta formando. Quindi, in una situazione di emergenza, se chiama noi rispondiamo” e, visto che non possono fare altro che rimanere a casa, hanno deciso di dare una mano organizzando una raccolta fondi per il materiale sanitario necessario alle cure.Un ricavato di quasi 1300 euro in pochi giorni e un riscontro positivo sui social, come spiega Corinna, evidenziando il valore simbolico dell’iniziativa: “Anche un piccolo contributo da 10, 15 euro da casa riesce a farci sentire tutti più utili e un’unica comunità”.

Corinna è la portavoce dell’iniziativa dei giovani della facoltà di Pisa del quinto anno: una donazione all’ospedale della città, finalizzata a fronteggiare l’emergenza sanitaria

La piattaforma alla quale hanno fatto riferimento i ragazzi è l’americana Gofundme, la stessa usata dai Ferragnez per la loro raccolta fondi che, ad oggi, ammonta a oltre quattro milioni di euro destinati all’ospedale San Raffaele di Milano. E non è un caso. Infatti, nonostante l’idea fosse già partita dai ragazzi, la modalità scelta l’ha suggerita Instagram e, in particolare Chiara Ferragni che ha influenzato – dice la studentessa sorridendo – perché se l’ha fatto lei, allora quella piattaforma è davvero sicura e posso essere tranquilla”. A testimonianza che quando i social vengono usati nel modo giusto, hanno un potenziale aggregativo senza eguali.

Davide, insieme a un gruppo di amici, ha donato il montepremi del Fantacalcio agli ospedali Papa Giovanni XXIII di Bergamo e allo Spallanzani di Roma

Infatti, come Corinna, anche altri ragazzi hanno seguito il buon esempio dei due influencer e di altri personaggi noti che hanno dato vita a iniziative simili. “Io credo che l’incentivo sia partito da fuori, da chi ha un ruolo pubblico nella società” dice Davide, praticante giornalista che, insieme ai suoi amici, ha deciso di donare il montepremi del loro Fantacalcio a due ospedali in prima linea nella lotta al Covid-19. L’idea è nata dalla consapevolezza che il poco che si può fare, è giusto farlo”.Su un montepremi di quattrocento euro, il gruppo ha deciso di donare metà della somma all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – città in cui si sono conosciuti e che si trova in una situazione molto difficile – e l’altra parte allo Spallanzani per il ruolo importante che sta ricoprendo in quest’emergenza.

È chiaro, “la cifra non cambierà nulla né a noi che la devolviamo, né a chi la riceve”, ma è un modo per far capire che, in un momento di difficoltà come quello in cui si trova il nostro Paese in questo momento, solo collaborando si può uscire da questa situazione. Come? “Dando ognuno qualcosa. Che sia tempo, denaro, o semplicemente lo stare a casa” e mettendosi in gioco in prima persona per affrontare quest’emergenza. Facendo sì, dunque, che il fiume della storia non sommerga le vicende individuali.