«L’Africa, ora buffa, ora minacciosa, ora triste, ora incomprensibile, è sempre stata autentica, irripetibile, se stessa. L’Africa ha un suo stile, un suo clima, una sua individualità che attirano, incatenano, affascinano». Con queste parole il giornalista polacco Ryszard Kapuściński descrive il continente vicino all’Europa e circondato dagli oceani atlantico e indiano. Una terra che suscita un fascino particolare rispetto ad altre parti del mondo, come se qui si vivesse pur tra mille contraddizioni una storia a parte.

Questa volta però la storia non è diversa e il personaggio principale è purtroppo il Covid-19. A lungo si è sperato che la pandemia potesse essere contenuta senza che essa si propagasse anche all’Africa. Ma è stata una mera illusione. Il 14 febbraio 2020 viene confermato il primo caso positivo in Egitto. Da lì il contagio è arrivato nell’Africa subsahariana senza risparmiare nessun paese del continente.

Come il resto del mondo, anche gli stati africani hanno cercato da subito di mettere in campo le loro risorse per contrastare gli effetti della pandemia. Ma il virus è stato molto più rapido: il 2 aprile 44 stati avevano registrato 5.360 contagi e circa 150 decessi con un aumento giornaliero del 10%. Il 15 maggio i contagi sono arrivati a 75.498 e i morti a 2.561.

I numeri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) segnalano come paesi più colpiti Sudafrica (12.739 casi e 238 morti), Egitto (10.829 casi 571 morti), Marocco (6.593 casi e 189 morti), Algeria (6.442 casi e 529 morti) e Nigeria (5.162 casi e 167 morti).

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Dati dell’OMS sulla pandemia in Africa al 15 maggio

Sempre l’OMS ha invitato però alla cautela su queste cifre che potrebbero essere sottostimate: lo scenario peggiore prevede oltre 10 milioni di contagiati nei prossimi 3-6 mesi e almeno 300mila decessi in tutto il continente.

La difficoltà nel raccogliere dati certi sulla curva epidemiologica è dovuta all’estrema precarietà e diseguaglianza del sistema sanitario nei vari paesi del continente. La rivista The African Exponent ha individuato sui 54 stati dell’Africa solo 10 dotati di un sistema sanitario adeguato e in grado di fronteggiare la pandemia: Sudafrica, Tunisia, Kenya, Algeria, Nigeria, Egitto, Marocco, Ruanda, Tanzania e Zambia. A questo bisogna aggiungere il limitato numero di posti letto in terapia intensiva, stimati dall’OMS in 5mila totali in 43 paesi. Senza dimenticare la penuria di ventilatori funzionanti che secondo quanto riportato dal New York Times sono meno di 2mila negli ospedali pubblici di 41 paesi su 54.

Imporre un drastico cambiamento delle abitudini di vita attraverso il lockdown rischia di aggravare ulteriormente la già precaria situazione sociale: si pensi alla scarsa disponibilità in molte regioni dell’Africa di cibo e di acqua o all’impossibilità di mantenere le distanze di sicurezza specie nelle famiglie numerose costrette a vivere in aree sovrappopolate

In questo quadro complesso dal punto di vista medico-sanitario, le soluzioni adottate nel resto del mondo potrebbero essere difficilmente attuabili nel contesto africano. Imporre un drastico cambiamento delle abitudini di vita attraverso il lockdown rischia di aggravare ulteriormente la già precaria situazione sociale: si pensi alla scarsa disponibilità in molte regioni dell’Africa di cibo e di acqua o all’impossibilità di mantenere le distanze di sicurezza specie nelle famiglie numerose costrette a vivere in aree sovrappopolate.

Di conseguenza il bilancio delle vittime potrebbe peggiorare ulteriormente e le cause a cui ricondursi riguardare tanto la pandemia quanto le misure di contrasto. Ma anche le ricadute socio-economiche potrebbero essere non meno terribili di quelle demografiche.

A livello sociale le restrizioni hanno cominciato ad alimentare un clima di tensione crescente in larghi strati della popolazione, culminato in manifestazioni di protesta anche violente. Una violenza che però si è riflessa anche nelle forze dell’ordine che nelle ultime settimane si sono rese responsabili di abusi e violenze contro cittadini accusati di aver violato le misure di contenimento. L’atteggiamento della polizia e dell’esercito rivela il rischio non così remoto di un inasprirsi dell’autoritarismo in molte regioni dell’Africa.

Sul piano economico, invece, la United Nations Economic Commission for Africa (UNECA) stima che la pandemia comporterà che tra i 5 e 29 milioni di persone si troveranno sotto la soglia di povertà estrema di $ 1,90 al giorno. Inoltre il crollo dei commerci e del turismo nel continente rischiano di generare un disastro socioeconomico che potrebbe essere contenuto soltanto con un finanziamento internazionale non inferiore ai 100 miliardi di dollari.