«Da molto tempo si discute su come monetizzare il lavoro giornalistico e noi pensiamo di aver trovato una risposta davvero interessante». Così Trip Adler, amministratore delegato di Scribd, piattaforma di condivisione di contenuti online. L’azienda, nata dieci anni fa esclusivamente per produrre ebook, oggi dichiara di avere 500 mila abbonati a otto euro al mese.

«Se possiamo  offrire tutti questi giornali a un unico costo di abbonamento  – continua Adler –possiamo anche pagare di più i giornalisti». L’offerta di Scribd, infatti, oggi si è allargata a quotidiani, periodici, riviste, audiolibri e anche documenti e spartiti, per un reddito complessivo di 50 milioni di dollari.

Tra i principali giornali consultabili spiccano il New York Times, il Wall Street Journal e il Guardian, cioè alcuni tra i quotidiani più diffusi e più autorevoli, ma ora Scribd si appresta a proporre contenuti a scadenza più lunga, cioè longform che magari richiedono più tempo e più attenzione ma non scadono il giorno dopo, a differenza delle snack news. Sarà in grado di aiutare davvero il mondo del giornalismo o si trasformerà nell’ennesima promessa mancata?

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