Il sipario è calato su Sanremo, le luci dell’Ariston si sono spente, ed oggi piazza Colombo inizierà a svuotarsi. Baglioni ritornerà a pensare al suo tour, lasciando una volta per tutte il ruolo da “dittatore artistico”. Michelle Hunziker tornerà ad occuparsi a tempo pieno dell’associazione Doppia Difesa e Favino lo rivedremo sul grande schermo con il film di Gabriele Muccino A casa tutti bene.

Cosa resterà di questa 68esima edizione del festival della musica italiana? Sicuramente le due canzoni vincitrici: Il ballo delle incertezze di Ultimo e Non mi avete fatto niente di Ermal Meta e Fabrizio Moro. Cosa resterà di questa 68esima edizione del festival della musica italiana? Sicuramente le due canzoni vincitrici: Il ballo delle incertezze di Ultimo e Non mi avete fatto niente di Ermal Meta e Fabrizio Moro. Dopotutto la loro vittoria non è stata una sorpresa, ancor prima che prendesse vita il festival, e le previsioni li davano come super favoriti. Resterà il record di ascolti che quest’anno ha sfiorato il 52% di share, cosa che non accadeva dal 1999.

Resterà l’allegria de Lo Stato Sociale, unico gruppo capace di risvegliare l’Ariston e l’intera sala Stampa insieme alla snodata 84enne Paddy Jones, che li ha accompagnati nella loro esibizione. Resterà la storia d’amore nata a Vieste tra il giovane pescatore Pizzomunno e la sua amata Cristalda, narrata nel testo della canzone di Max Gazzè. Resterà impresso l’omaggio di Ron a Lucio Dalla con la canzone Almeno pensami, vincitrice del premio della Critica “Mia Martini”.

Resterà l’eleganza di Ornella Vanoni e l’interpretazione di Imparare ad amarsi che le è valso il premio “Sergio Endrigo” alla migliore interpretazione. E certamente resteranno anche l’addio ufficiale di Elio e le Storie Tese con Arrivedorci e il ritorno, seppur diviso, dei Pooh. Resterà il caso Meta-Moro, accusati di plagio a causa del ritornello appartenente ad un’altra canzone, prima sospesi e poi vincitori. Resterà il lento Baglioni-Nannini sul finale delle note Amore bello. Una Nannini da standing ovation, che ha emozionato l’intero teatro.

Resterà il monologo La notte poco prima della foresta di Favino sulla condizione degli immigrati e le sue lacrime durante l’esibizione. È stato lui la vera anima del festival: a lui va infatti il titolo di “scalda pubblico”. Tra i momenti esilaranti, l’omaggio floreale, accompagnato da un panino, alla moglie e alla figlia sedute tra il pubblico e lo scatenato ballo con Michelle Hunziker sulle note di Despacito. Resterà il duo Fiorello-Pausini della prima e dell’ultima sera, una coppia che sembra funzionare; saranno loro i conduttori di Sanremo 2019?

Resterà il sorriso di Michelle Hunziker (la sua naturalezza aveva convinto tutti già prima del debutto), la classe con cui ha indossato gli abiti, ma anche l’omaggio alle donne tramite il flashmob contro la violenza di genere. Resterà l’imitazione di Belen da parte del direttore artistico, affiancato da una sempre fantastica Virginia Raffaele: la comica è riuscita nell’ardua impresa di far sciogliere Baglioni.

Ed infine, resterà la conferma che Sanremo è stato, è e sarà sempre l’appuntamento fisso degli italiani, in grado di incollare alla tv più di metà della popolazione.