Il 28 maggio 1980 veniva ucciso Walter Tobagi. Aveva appena 33 anni e lavorava al Corriere della Sera, dove si occupava di tre argomenti che scottano: politica, sindacato e terrorismo. Il terzo gli è costato la vita: troppo precisi i suoi articoli. La sua carriera di giornalista era cominciata al ginnasio, come redattore de La Zanzara, il giornale del Liceo Parini di Milano divenuto celebre per la pubblicazione di un articolo sulla sessualità degli studenti.
Tobagi era un giornalista in prima linea, oltre che un professionista metodico. Come ha ricordato Leonardo Valente: "Walter preparava gli articoli con la stessa diligenza con cui al liceo faceva le versioni di latino e greco e all'università si dedicava alle ricerche storiche: una montagna di appunti, decine e decine di telefonate di controllo, consultazione di leggi, regolamenti, enciclopedie. Insomma svolgeva una mole di lavoro enorme per un pezzo di due cartelle. Ma quando si metteva alla macchina da scrivere si poteva esser certi che dal rullo sarebbero uscite due cartelle di oro colato. E se per caso, al termine delle sue ricerche e dei suoi controlli, si accorgeva di essere arrivato a conclusioni opposte rispetto a quelle da cui era partito, buttava tutto all'aria e ricominciava dal principio, senza darsi preoccupazione della fatica e del tempo che impiegava. Il suo solo problema era di arrivare alla verità, a qualunque costo". Uno così, peccato non averlo conosciuto. Il reportage radiofonico di mag | zine.
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