Valeria Castellano


Sono Valeria e ho 25 anni. Ho lasciato la mia Calabria quando ne avevo 18, ma la mia terra, il suo sole e, soprattutto, le sue ombre le porto sempre nel cuore. La mia regione è stata, infatti, la spinta di ogni mia scelta. Li è nata la mia voglia di cambiamento, il mio bisogno di lottare e, come per chiunque provenga da un posto di mare, li è nato il mio amore per il viaggio. La mia vita, infatti, è sempre stata un grande, lungo viaggio. La mia curiosità mi ha spinta per i continenti, cercando di scoprire quale fosse il senso della vita per popoli diversi dai nostri. Così, ho girato il mondo ed è iniziato un percorso che, spero, non finisca mai.

Ho scelto di studiare giurisprudenza per la mia passione per la politica. E così, dopo anni di lotte nelle strade, ho capito che il primo passo che dovevo fare era quello di imparare: imparare per informare. Credo infatti che non si possa veramente e correttamente informare se non si ha piena conoscenza di ciò che si sta dicendo. È con questo obiettivo che ho affrontato l’università ed è forse proprio per questo che ho realizzato traguardi che neanche sognavo: perché non ho mai studiato per senso del dovere, ma soltanto perché ero spinta da una passione che mi urlava e mi urla dentro.

A questa passione, poi, ho dato voce in due diversi modi. Il primo è la scrittura. Ho scritto per un web magazine emiliano, ma mi sono dedicata soprattutto a lavori personali o a collaborazioni con altri ragazzi. L’ultima di queste – ancora in fase di rielaborazione - indaga nel mondo dei travellers, cercando di cogliere il senso profondo della loro scelta di vita. Il secondo è la fotografia. Le mie sono opere artistiche e attraverso l’immagine provo a descrivere agli altri le emozioni che una storia suscita in me. Come nella mia prossima esposizione, l’“infanzia interrotta”, nella quale, attraverso delle semplici bambole, cerco di raccontare storie di bambini, ma cresciuti troppo in fretta.

 


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