Spot.us: come ti commissiono l'inchiesta dal basso


Un approfondimento riguardo la sindrome da affaticamento cronico. È questo il primo esempio di crowdfunded giornalistico in Australia che fa tesoro dell’esperienza di Spot.us. Spot.us è una piattaforma nata negli Stati Uniti che consente di finanziare inchieste giornalistiche dal basso. Nel Paese dei canguri, a dare vita a questa cooperazione tra free lance è stato il sito YouCommNews, con il primo articolo di una serie di dieci pezzi, della giornalista Toula Mantis.

YouCommNews è stato lanciato lo scorso settembre dalla Swinburne University’s Public Interewst Journalism Foundation. E, come Spot.us che ormai raccoglie versioni in tutto il mondo, il sito australiano contiene inchieste suggerite e finanziate dai lettori o da associazioni. Uno degli obiettivi della fondazione, nata nel 2009, è proprio quella di cercare nuove tecnologie e futuri modelli di business per il giornalismo.

Dopo i primi passi mossi tra San Francisco e Los Angeles, Spot.us ha cominciato ad allargarsi a tutti gli Stati della federazione a stelle e strisce. Una realtà che ormai ha fatto numerosi adepti tanto da sbarcare anche in Italia. I fondatori nel belpaese di Spot us.it sono Federico Bo, Antonio Badalamenti e Antonella Napolitano.

E anche per l’edizione italiana la formula è semplice. Un cittadino o un giornalista pubblica sul sito una proposta d’inchiesta segnalando anche il costo per realizzarla. Dopodiché si passa alla fase della raccolta fondi – grazie agli utenti che si impegnano a contribuire al finanziamento - con una donazione massima di 50 euro. Anche una qualsiasi testata, per ottenere l’esclusiva del servizio, può finanziare il progetto per la metà del budget richiesto. Una volta raccolta la cifra indicata, si contatteranno coloro che hanno indicato il tema dell’inchiesta. Infine, si andrà a scrivere il pezzo che verrà supervisionato da un redattore e poi pubblicato sulla piattaforma online.

  • Giacomo Galanti


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