Chernobyl 1986: 65 morti accertati e 4mila presunti, per tumori e leucemie. Bhopal (India) 1984: quaranta tonnellate di gas letali fuoriescono dalla fabbrica di pesticidi della Union Carbide. 8mila morti nell'immediato. Oggi, secondo Greenpeace, si contano 25mila vittime. Sono i due incidenti più gravi della storia ed entrambi sono stati causati dalla mancanza di manutenzione.
Perché non accadano più disastri del genere, l’Unione Europea ha messo in cima alle sue priorità la sicurezza sul lavoro e la prevenzione dei rischi. Uno degli strumenti chiave è l’Agenzia per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), che il 28 aprile a Bilbao ha lanciato la campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri.
Dopo lo start-up nella città basca, Eu-Osha è sbarcata in Italia mercoledì 12 maggio, in occasione dell’Euro Maintenance 2010 svoltosi al centro fiera di Verona. Ospite d’onore è stato il direttore dell’agenzia, il finlandese Jukka Takala. “L’iniziativa – ha detto Takala – durerà fino al novembre del 2011 e si prefigge fondamentalmente quattro obiettivi. Innanzitutto promuovere l'importanza della manutenzione per creare ambienti di lavoro sicuri, in secondo luogo sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi associati alle tecniche legate alla manutenzione, e infine incoraggiare le buone pratiche in questo settore e sostenere le attività della Ue e degli Stati membri”.
Per raggiungere questi ambiziosi scopi verranno coinvolti datori di lavoro, dipendenti, operatori del campo della sicurezza, servizi di prevenzione e responsabili politici. Momento topico dell’anno sarà l’ultima settimana di ottobre, che L’Ue ha voluto specificatamente dedicare alla sicurezza e alla salute sul lavoro. Inoltre, al fine di invogliare le aziende a impegnarsi in questo campo, è stato istituito un concorso per premiare le imprese che si distingueranno con contributi innovativi nel campo della sicurezza.
Investire sulla prevenzione conviene, perché una manutenzione scorretta, oltre a rendere insicuro il posto di lavoro, risulta controproducente anche a livello economico. Basta pensare ad alcune possibili conseguenze: perdita di reddito, multe, spese legali, riduzione della produttività, danni d'immagine.
Ospite a Verona, insieme a Takala, anche Hans Klemme-Wolff, presidente dell’Efnms (Federazione Europea delle Associazioni Nazionali di Manutenzione) secondo cui l’Agenzia è fondamentale soprattutto in questo momento di crisi economica. “É uno strumento essenziale per esercitare una lobby, una pressione politica in grado di attirare l’attenzione sui problemi della manutenzione e della sicurezza, che riguardano la vita di tutti noi. Purtroppo sappiamo che in questo momento i governi sono sempre più carenti di risorse, e tagliano i programmi di finanziamento alla manutenzione. Questo è estremamente pericoloso. È il momento di non abbassare la guardia e di mettere al centro dell’agenda europea questi problemi”.
L’Italia è in fondo alla classifica europea per numero di incidenti mortali sul lavoro. Una rilevante percentuale spetta a quelli legati alle tecniche di manutenzione. Il 15-20% del totale degli incidenti, e il 10-15% di quelli mortali, sono infatti causati da questo genere di lavori. In termini assoluti, secondo i dati Eurostat del 2006, su poco più di 550mila incidenti totali in Europa, 80mila sono causati da lavori di manutenzione. Cioè il 13%.
Chi si occupa di preservare e proteggere dagli effetti del deterioramento attrezzature, edifici, impianti, mezzi di trasporto, oppure di riportarli ad uno stato ottimale dopo un danno, quindi in generale chi svolge attività di manutenzione, è esposto a un rischio molto elevato. Esistono quattro categorie di pericolo: fisico, legato a cadute o a incidenti con i macchinari, chimico, per l’esposizione a sostanze come l’amianto, biologico, per il contatto con i batteri, e psicosociale, legato a orari di lavoro stressanti e un’organizzazione del lavoro non equilibrata.
Eppure, qualche segnale di miglioramento esiste. “L’Italia si sta impegnando molto – ha spiegato Jukka Takala –.Siamo molto soddisfatti dello sforzo che sta facendo il vostro Paese. Tra gli altri stati che si stanno scommettendo di più nel campo della sicurezza sul lavoro ci sono la Francia, la Spagna e la Finlandia. Diciamo che questi Paesi sono partiti, gli altri no. Ma la strada da fare, per tutti, è ancora lunga”.
Promotori in Italia della campagna dell’Eu-Osha sono Francesca Grosso, dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (Ispesl), e Franco Santini, presidente dell’Associazione Italiana Manutenzione (A.I.Man) . Quali saranno le iniziative nel nostro Paese? “Cominceremo a Firenze, il 15 giugno – spiega Francesca Grosso –.Faremo dei seminari, cercando di coinvolgere più aziende possibili e di divulgare buone pratiche”.
Ma il problema della sicurezza sul lavoro non riguarda solo i soggetti privati. Anche le amministrazioni pubbliche, locali e nazionali, da cui dipendono le infrastrutture, i trasporti e le grandi opere, sono coinvolte nel progetto. “Abbiamo 37 dipartimenti regionali. Da lì partono le informazioni per le istituzioni locali, le scuole e le associazioni territoriali. Noi a livello centrale coinvolgiamo le istituzioni come le agenzie, i ministeri etc. Ma spetta a tutti i piccoli attori e moltiplicatori a livello locale organizzare eventi informativi sul posto. Naturalmente con la nostra supervisione. Così facendo avremo una rete in grado di raggiungere in modo capillare tutto il territorio nazionale”.