Serino, un occhio critico sul post-noir


 

Venuto al mondo nel nido di mail Montanari-Verasani-Biondillo, il post-noir trova casa nel blog di Gian Paolo Serino, critico letterario e giornalista. Serino è il primo a pubblicare, sul suo “Satisfiction”, lo scambio di messaggi tra gli autori, portando alla ribalta il neonato genere e sottoponendolo così al “giudizio del popolo”. Punto di connessione tra scrittori e pubblico, il critico ci aiuta a capire da dove ha origine e dove si colloca il post-noir, la stretta connessione della letteratura con la televisione, ma soprattutto con la realtà. 

Post-noir: una definizione che davvero contrassegna un nuovo modo di interpretare il noir o semplicemente un´etichetta che si sono attribuiti certi autori per differenziarsi da quella che chiamano "falsa letteratura"? 

Credo fermamente che sia un nuovo modo di intendere il noir. Era necessario porre un punto ad una situazione “degenerativa”. Non solo in Italia. Ormai ci sono più noiristi che delinquenti, più giallisti che carcerati. Se prima c'era il poeta della porta accanto adesso, chiunque voglia raccontare una storia sceglie di declinarlo in nero. A parte che esiste ancora nei lettori (e anche negli scrittori!) una fortissima confusione tra noir e giallo: il giallo è quello che ti porta all'ultima pagina per scoprire l'assassino. Nel noir, invece, l'assassino puoi anche trovarlo dalla prima pagina. Nel noir sono importanti le sensazioni, le ambientazioni, il profilo psicologico. Il post noir non è un'etichetta, ma una rivendicazione di questo qualunquismo, di questa deriva noirista. Al contempo, è anche superarne i margini, i cliché, indagando ancor di più proprio la dimensione psicologica. 

Tante definizioni sono utili al lettore o non fanno che disorientarlo? Il fatto che la definizione arrivi dall´autore stesso è un tentativo di bypassare le case editrici e la critica per arrivare direttamente al lettore? Perché questa necessità di un contatto diretto?

Il contatto diretto è ciò che fa ritrovare una coscienza critica: il confronto fa in modo che lo stesso scrittore diventi lettore dei propri lettori. Soprattutto grazie a Internet, ai blog o ai social network non esiste più la barriera tra scrittore e lettore. Come i musicisti, ora anche gli autori possono avere "live" il polso diretto dei propri lettori.

Il post-noir  si concentra sull´introspezione dei personaggi, mettendo in secondo piano il fatto, il crimine. Una sorta di noir esistenzialista. In questo senso c´è una somiglianza con la letteratura russa di Dostoevskij e Tolstoj?

Senz'altro l'influenza di Dostoevskij è importante: proprio per la dimensione di una narrazione che indaghi i "demoni", i "sottosuoli" dell'animo umano. Esattamente come si prefigge il post-noir. Non voglio dire che i post noiristi o i noiristi siano comparabili a Dostoevskij: ma senz'altro ne respirano le ombre.

Il post-noir si può sbilanciare anche approfondendo il contesto sociale. Se il noir è il romanzo sociale della nostra epoca, il  post-noir lo è all’ennesima potenza?

Nel post-noir l'io narrativo è al centro del mondo: lavori di scavo interiore, ma senza dubbio esiste, ed è molto forte, la dimensione sociale. Anche se declinata diversamente. Si avvicina più alla musicalità della poesia, ad una scrittura da frame cinematografico, dove le parole diventano immagini, ma senza cadere nell'entertainment che troppe volte si cela dietro i cosiddetti noir che pretendono di raccontare, ad esempio, la nostra storia più recente.

Le fiction televisive hanno contribuito a diffondere il genere o lo hanno invece svalutato? Qual è la differenza sostanziale tra fiction americane e italiane? È la stessa che c'è in letteratura?

Le fiction americane influenzano molto. Basta pensare che sino a qualche anno fa c'era ancora il luogo del delitto: adesso c'è "la scena del crimine".

Dove sopravvive oggi il noir "puro"? Alcuni autori come Carlotto non condividono appieno la definizione di post-noir.

È tutto molto soggettivo. Personalmente, non considero Carlotto uno scrittore.

Cosa ne pensa dell´iniziativa di VerdeNero che unisce la narrativa noir di autori conosciuti con problematiche sociali di grande attualità, a un´associazione nazionale come Legambiente? Qual è il limite tra letteratura e inchiesta giornalistica?

VerdeNero è una bellissima iniziativa, tanto che alcuni titoli sono stati acquisiti da Einaudi, che lancerà nei prossimi mesi una nuova collana Verde Nero Einaudi. Credo che affrontare certe tematiche anche dal punto di vista di un'inchiesta narrativa, se serve a sensibilizzare i lettori ad un problema, sia utile. Purtroppo dipende dalla fruizione del lettore: a lui scegliere se approfondire il tema o se, ancora una volta, preferire l'intrattenimento. 

  • Carlotta Garancini

 

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