Mi chiamo Salvo Catalano. Ho 23 anni. Sono nato a Catania nel 1986. “Amo la mia città con un rapporto preciso: quello di chi si è innamorato perdutamente di una puttana”. Prendo in prestito le parole del giornalista Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia, per spiegare il rapporto viscerale che mi lega alla Sicilia. Ho vissuto a Giarre fino a pochi mesi fa, cittadina di passaggio a un passo dal mare e a due dall’Etna, il vulcano ma rigorosamente al femminile.
Dopo il diploma di maturità classica, mi sono laureato in Lingue e Culture europee con 110 e lode all’Università di Catania. Qui ho imparato a trasformare la mia passione per la scrittura in pratica giornalistica. Collaboro da tre anni al periodico online catanese Step1, dove mi sono occupato di tutto, in particolare di temi di cronaca sociale e universitaria: l’immigrazione, i problemi urbanistici della città e quelli relativi all’informazione, le manifestazioni studentesche, le riforme della scuola e dell’università. Raccontando, insieme ad altri colleghi della redazione, la storia di una coppia rom accusata ingiustamente di tentato rapimento di una bambina, sono stato finalista al Premio Ischia nella sezione blog del 2009. Grazie al progetto Erasmus ho trascorso sei mesi nella città di Vitoria-Gasteiz, nei Paesi Baschi, esperienza caratterizzante che mi ha legato a quella società dalle molteplici sfaccettature, alla sua storia, ai suoi problemi. Parlo e scrivo con ottima padronanza la lingua spagnola, a cui si aggiunge una buona conoscenza dell’inglese scritto e parlato.
Amo la storia, convinto che la memoria sia necessaria ad interpretare i fatti. Negli ultimi anni ho sviluppato una particolare propensione per le interviste, nella convinzione che dietro questo particolare genere si nasconda la possibilità di andare oltre il semplice individuo per conquistare l’essenza delle persone, e raccontarla nel modo più vero possibile. Intervistare Mario Calabresi, direttore de La Stampa, in occasione del Premio Ischia 2009, è stata forse la più grande soddisfazione. A ottobre 2009 mi sono trasferito a Milano per frequentare la Scuola di Giornalismo dell’università Cattolica, dove conto di perfezionare le mie competenze per essere un buon giornalista, a servizio della verità.