Room for a day, il design rom al Fuori Salone


C’era una baracca all’angolo tra via Tortona e via Stendhal, nel pieno centro di Milano, durante i giorni colmi di bella vita dedicati al Salone internazionale del mobile e del design. Lo stile era quello degli insediamenti dei campi rom. Sebastian ha speso 15 euro per realizzarla, ricavando gran parte del materiale dalla spazzatura. Insieme alla moglie e ai due figli piccoli, è stato sgomberato tre volte dai campi irregolari di via Bacula, di Quarto Oggiaro e di via Rubattino. Poi è riuscito a trovare una sistemazione provvisoria in una casa vera, grazie alla comunità di Sant’Egidio. «Ho lasciato il campo per il bene dei miei bambini, e poi non potevo permettermi di puzzare di campo, perché il mio capo mi avrebbe licenziato». Peccato che il posto nell’impresa edile in cui lavorava l’abbia perso lo stesso, dopo due anni in cui non gli è stato versato neanche un euro di contributi. «Con i soldi spesi per gli sgomberi di questi mesi – si sfoga Sebastian – si sarebbe potuto affidare un pezzo di terra alla comunità rom per creare un campo regolare. Solo per quelli in regola. Noi non chiediamo case, perché non vogliamo scatenare una guerra con gli italiani che non ne hanno».

Cosa ci fa Sebastian, con la sua baracca tirata su in una giornata, tra le avveniristiche installazioni del Fuori Salone? Il merito è del designer austriaco Patrick Hubmann, da dieci anni nel capoluogo lombardo, che ha conosciuto la comunità rom milanese collaborando ad un progetto del Comune. Tre settimane fa, grazie all’aiuto dell’organizzazione Esterni, ha coinvolto Sebastian nella realizzazione di Room for a day, un progetto, ma anche un omaggio alla capacità dei rom di risolvere con pragmatismo e creatività i problemi della quotidianità, ed un invito per tutti ad immedesimarsi per qualche minuto nella loro realtà.

Come è nata l’idea di Room for a day?
Ho pensato al progetto vedendo come queste persone riescono con pochi strumenti a creare spazi funzionali e con una certa qualità estetica.

Non è esagerato descrivere le baracche come una forma di design?
Vari designers hanno provato a dare risposte al problema del diritto alla casa. Spesso, però, nonostante la bontà dell’intenzione, i risultati prodotti non rispecchiano le reali esigenze degli homeless e non sono quindi realizzabili. Queste baracche dal punto di vista del design sono paragonabili alle tende dei terremotati, sono abitazioni precarie e d’emergenza. Nessuno vuole vivere in un campo irregolare. L’esigenza di vivere insieme nasce da una necessità di protezione. Se avessero più soldi e una vita più regolare non avrebbero la necessità di condividere tutto, e anche le abitazioni sarebbero diverse.

La precarietà è dovuta anche alla politica degli sgomberi. Come giudica le attività del Comune di Milano nei confronti dei rom?
C’è molto di negativo e qualcosa di positivo. Fino a qualche anno fa il problema era completamente ignorato, ora hanno deciso di occuparsene. Gli sgomberi, però, non li capisco, perché sono controproducenti rispetto a tutti gli altri provvedimenti positivi, come l’inserimento dei bambini nelle scuole o la ricerca di sbocchi lavorativi per gli adulti.

Questa esperienza rappresenta un’eccezione, o in futuro il design può continuare ad essere strumento di integrazione?
Vorrei portare avanti il progetto con la comunità rom. In questi mesi ho ammirato le loro straordinarie capacità manuali e artigianali. Il passo successivo potrebbe essere quello di pensare a oggetti per la casa che corrispondano a un gusto contemporaneo, ma prodotti con le loro tecniche. Si potrebbero creare così anche nuovi sbocchi lavorativi.
 

  • Salvo Catalano

Intervista - Da 20 anni Attilio Bolzoni segue per Repubblica la vicenda del fallito attentato a Giovanni Falcone all’Addaura. A mag | zine racconta come è arrivato agli ultimi sviluppi

Giuditta Avellina

Milano fuoriorario

Quando gli uffici si svuotano, qualcuno inizia un nuovo turno

di: Redazione

 

Milano, Cina 

Da dieci anni il cinese si impara al Parco Trotter

di: Dedionigi, Romeo

Giornalismo: istruzioni per l'uso. 
Guarda tutti i video