Si chiama MyRobots.com ed è il primo social per le intelligenze artificiali. Il Facebook per robot è stato lanciato lo scorso 20 dicembre da Robot Shop, leader mondiale nel commercio di robot all’avanguardia per uso personale e professionale.
Strano ma vero, funziona così: chi inventa o compra un robot, potrà creargli un profilo su MyRobots.com con tanto di nome, foto e scheda tecnica. Sarà poi il robot a gestire autonomamente il suo profilo e ad aggiornalo, stringendo amicizia con altri utenti dello stesso network, come fornelli elettrici, frigoriferi o androidi di vario tipo. Il tutto sulla base di un complesso algoritmo.
“L’obiettivo principale è quello di mettere a disposizione servizi che potenzino le capacità di un robot in modo divertente e amichevole”, risponde Carlo Asmat, coordinatore del progetto. Infatti, saranno i robot stessi a mettere in condivisione informazioni e conoscenze sul social network in modo del tutto gratuito e automatico, e senza alcun intervento umano.
Il social network aiuterebbe i robot a diventare più intelligenti, autonomi e (multi)funzionali; consentirebbe poi ai proprietari di potere monitorare queste intelligenze artificiali a distanza tramite il social network. In che modo? Se sul profilo del robot si trovassero aggiornamenti di stato come “sono surriscaldato e ho bisogno di riposo”, o “sono un aspirapolvere e sono nei guai”, il legittimo proprietario, leggendo l’sos dal pc del suo ufficio, potrebbe disattivare il robot con un input a distanza, a meno di chiedere ad un altro robot di soccorrere il proprio via internet.
Tutto ciò potrà essere potenziato da applicazioni che i creatori (o i potenziatori) di robot venderanno alla “Cloud robotica” registrando i loro “amici” sul network di MyRobots.com. Saranno poi i robot a stringere amicizia e a mettere in rete e scambiare autonomamente tra loro informazioni e conoscenze, senza distinzioni di hardware e di casa produttrice. I robot dovranno essere dotati di collegamento wi-fi e di specifici sensori. La Cloud, invece, non è altro che un coagulo di “intelligenza trasferibile e condivisa” fatta di dati e informazioni; presto si doterà di applicazioni e software all’avanguardia per aggiornare i robot stessi.
Il progetto si inserisce nella più ampia idea di “Internet delle cose”, il web per oggetti intelligenti connessi in rete tra loro che Carlo Asmat vede come rivoluzione informatica del domani e in cui crede fermamente. Per adesso è previsto che a MyRobots.com si iscrivano solo i Nao, vale a dire i “robot-bambini”, alti al massimo 50 cm. Ma i tecnici del team sono già all’opera per far sì che il giorno in cui un frigo, un’aspirapolvere e un fornello elettrico possano stringere amicizia sul network e scambiarsi informazioni utili sul loro padrone di casa, non sia più così lontano.