Primo Marzo: quando la classe operaia è multicolore


Primo Marzo come Primo Maggio, anzi meglio.  L’auspicio degli organizzatori del primo sciopero italiano degli immigrati è riuscito nell'intento: monopolizzare le città italiane da Nord a Sud.

Da Milano a Palermo, da Brescia a Roma, sono state tante le manifestazioni di protesta, ma anche di proposta sociale e culturale, all’insegna dell’antirazzismo. Tra contraddizioni, defezioni, prese di posizione strumentali, non c’è dubbio che il Primo Marzo 2010 ha rappresentato ufficialmente l’atto fondante di una presa di coscienza collettiva sulla questione immigrazione. Una manifestazione che ha unito non solo tutti i migranti, ma anche gli italiani che, fuori dalle griglie dei partiti e del marketing elettorale, vogliono affrontare questa realtà guardando per una volta al versante dei diritti.

A Milano, il corteo dei migranti, partito alle 9.30 da piazza della Scala e composto da circa 3mila persone, ha sfilato per le vie del centro. "Non siamo criminali, non siamo clandestini, ecco a voi i nuovi cittadini": è uno degli slogan che campeggiavano sugli striscioni. Il Comitato Primo Marzo ha lanciato moltissimi eventi in città: in piazza Duomo dalle 17.30 lezioni di lingue straniere per gli italiani, mentre un griot, un cantastorie africano, ha declamato esempi di tradizionale letteratura orale. Alle 18.30, in tutte le città partecipanti allo sciopero, sono stati lanciati migliaia di palloncini gialli, il colore ufficiale della manifestazione.

Ma accanto ai lavoratori immigrati sono mancati i sindacati. Mentre l’SdL ha proclamato lo sciopero nazionale, la Cgil ha lasciato ampia libertà ai comitati locali, con il risultato di adesioni a macchia di leopardo. «La Cgil a Roma non c'è stata – ci dice Sergio Gaudio, fondatore del comitato Primo Marzo di Roma – probabilmente perché manca poco al congresso e conciliare tutte le anime è difficile. Qui abbiamo avuto la partecipazione dell’Orchestra di piazza Vittorio: il corteo è partito da piazza dell’Esquilino per arrivare appunto in piazza Vittorio Emanuele, dove si è esibita l'orchestra». A Roma i migranti hanno chiesto l'estensione del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro.

A Brescia, Luise Bonzoni, presidente del comitato locale, aveva assicurato la partecipazione dei principali sindacati nazionali: «Gli scioperi ci saranno, magari non di otto ore, ma di quattro o di due, comunque la partecipazione qui sarà massiccia. Anche i lavoratori delle scuole incroceranno le braccia: si manifesterà contro la legge del 30%, quella che vuole trasformare le classi in ghetti razziali. In Piazza della Loggia è già tutto pronto per accogliere i cortei». Ieri, a Brescia, gli immigrati hanno scioperato in oltre 40 aziende (metalmeccaniche e servizi) e 15 fabbriche si sono letteralmente fermate. Più di 5 mila persone, per la maggior parte cittadini immigrati, hanno riempito Piazza della Loggia. 
 

  • Fabrizio Aurilia

 

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