Primarie a Milano: vince Pisapia e Vendola risale


Come conseguenza ci sono state le dimissioni dei segretari, rispettivamente regionale e cittadino, di Milano, Maurizio Martina e Roberto Cornelli. In più quelle del capogruppo nel consiglio comunale Pierfrancesco Majorino. Così, il Pd milanese esce dalle primarie con le ossa rotte: solo 67 mila votanti (82mila nel 2006) e un candidato diverso da quello che la maggioranza appoggiava alla vigilia del voto.

Il più gradito, infatti, è l’avvocato Giuliano Pisapia con il 45,36 per cento dei voti contro il 40,16 per cento dell’architetto Stefano Boeri. Si ferma a quota 13 per cento l’ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida e solo l’1 per cento dei voti va il fisico Michele Sacerdoti.

“Abbiamo fatto un miracolo, adesso ne aspettiamo un altro”, ha detto Pisapia, arrivando nella sede nel suo comitato elettorale. “È stata una vittoria di tutti”, ha aggiunto, ricevendo subito dopo la chiamata di congratulazioni da parte di Boeri. “Sosterrò Giuliano per cambiare Milano anche se sono un po’ deluso per la partecipazione scarsa dell'elettorato”. Pisapia si aspettava più votanti alle urne.

Ma, nonostante tutto, il vincente di queste primarie è senza dubbio ciclone Nichi Vendola. L’endorsement a Giuliano Pisapia con oltre 3 mila presenze fuori dal Teatro dal Verme ha influito pesantemente sul risultato e ribadisce la forza del leader pugliese nella competizione pre-elettorale nazionale. Il segretario, del resto, commenta: “Le primarie? Sono una lezione di buona politica in un Paese sgomento dinanzi all'indecenza della politica". Milano vorrebbe farsi capofila di un cambiamento di rotta.

  • Cosimo Lanzo

 


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