Fino a un mese fa pochi avevano sentito parlare di Ponteranica, pacifico paese della bergamasca di 7mila abitanti. Le cronache nazionali hanno iniziato a interessarsene il 10 settembre 2009, quando il neoeletto sindaco Cristiano Aldegani (Lega Nord) ha fatto rimuovere dalla biblioteca comunale la targa che ricorda Peppino Impastato, ucciso dalla mafia a Cinisi il 9 maggio 1978, suscitando un vespaio.
La targa era stata posta nel giugno 2008 dal predecessore, Alessandro Pagano (eletto con una lista civica di centrosinistra), che aveva fatto piantare un ulivo nei giardini comunali. Per Aldegani, la scelta ha una motivazione precisa: onorare le personalità del posto. Da qui la decisione di intitolare la sala di lettura a padre Giancarlo Baggi, cultore di storia locale deceduto nel 2000. La memoria di Impastato è stata cancellata definitivamente da Ponteranica quando alcuni sconosciuti hanno sradicato l’ulivo dal giardino.
Il 26 settembre le associazioni “Peppino Impastato - Casa Memoria” e “Libera Bergamo” e il “Comitato Peppino Impastato Ponteranica” hanno indetto una manifestazione a cui hanno partecipato anche Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe, Claudio Fava di Sinistra e Libertà e Salvatore Borsellino. Con loro un corteo di 7mila persone per chiedere il ripristino della targa. Ma il sindaco Aldegani è inamovibile: non se ne parla fino al 2010, decennale della morte di Padre Baggi.
Non passa nemmeno un mese che il nome di Peppino Impastato si lega a una nuova polemica, questa volta proprio a Bergamo. Il 27 ottobre l’Italia dei Valori propone di intestare una via a Impastato. Il consiglio comunale boccia l’ordine del giorno con 17 favorevoli, 17 contrari e 3 astenuti. Il capogruppo della Lega Nord, Daniele Belotti, dichiara: «Abbiamo bocciato l’ordine del giorno perché era vergognosamente strumentale . Più che per preservare la memoria di Peppino Impastato, era un attacco alla Lega».
Nella premessa, il provvedimento faceva proprio riferimento ai fatti di Ponteranica, alimentandone le polemiche. Il capogruppo Pdl Giuseppe Petralia, uno dei due esponenti del centrodestra a votare a favore, in alcune affermazioni rilasciate ieri Corriere di Bergamo difende la mozione: «Hanno chiesto di depennare le premesse ed è rimasta solo la parte strettamente legata a Impastato senza le polemiche su Ponteranica». Il suo compagno di coalizione Daniele Belotti, però, non è d’accordo: «C’è stato un gioco politicamente sporco fatto dalla minoranza: quelle vergognose premesse sono state modificate solamente cinque minuti prima del voto. Peraltro, la maggioranza aveva proposto in un altro ordine del giorno di indire un concorso nelle scuole su Peppino Impastato. Alla fine si è approvato l’emendamento della maggioranza che titola la via ai caduti delle mafie». In più, secondo l’esponente leghista, la vicenda Impastato «non è conosciuta dalla massa. La gente la apprende solo dopo queste polemiche».
Il rifiuto del simbolo di Peppino Impastato è un fenomeno che coinvolge solo il Nord? Secondo Umberto Santino, storico e fondatore del “Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato” nonché amico personale di Peppino, «si tratta di un problema del Nord “leghizzato” che continua a “leghizzarsi”. L’elemento preoccupante è il fatto che sia un fenomeno di massa». «Non mi pare – continua lo storico - che si siano verificati casi simili altrove. Anche l’agenda del governo è fortemente condizionata dalla Lega: si votano il pacchetto sicurezza e il federalismo alla Bossi che premia solo il Nord. Sono ormai 15 anni che la Lega ha posto una questione settentrionale».