Nel Brandeburgo il comune del web 2.0


Partecipare al governo della città senza affollare strade e piazze, senza bandiere e insulti. Semplicemente segnalando i problemi, postando commenti e foto su un sito internet. Per provare, quando necessario, che qualcosa non funziona nell’amministrazione della città.

La versione 2.0 dell’amministrazione pubblica viene sperimentata dallo stato del Brandeburgo, in Germania orientale, attraverso la piattaforma Maerker. Ovvero il luogo virtuale dove cittadini e amministratori comunicano. I primi, appunto, con la testimonianza visiva  e i secondi con le risposte concrete. Sono circa 490, tra comuni e distretti rurali, i soggetti inclusi nel progetto. Tra questi, il comune di Rüdendorf. «Quello che ci ha spinto a aderire alla proposta dello stato del Brandeburgo – dice Silke Klingelstein, da sei mesi incaricata di ricevere le segnalazioni per il comune e di inoltrarle all’ufficio competente - è stata l’idea di aumentare le possibilità di comunicazione con i cittadini. Le richieste di intervento sono varie: dalla costruzione di nuovi parcheggi, alla proposta di divieti per snellire il traffico o, d’inverno, la richiesta di un maggiore impegno per ripulire il ghiaccio dalle strade». Immondizia e gruppi di cani che infastidiscono il passaggio dei pedoni o delle macchine, stando a quanto si legge nel sito, non sfuggono all’attenzione degli abitanti.

Come avviene, in concreto, la segnalazione? Colui il quale nota il problema può prendere una macchina fotografica,  scattare una foto e  caricarla sul sito. Oppure, semplicemente, descrivere a parole il disagio.

A questo punto l'amministrazione riceve la segnalazione e  risponde. Un semaforo rappresenta la clessidra che segnala i tempi  di riparazione e informa il cittadino sulla competenza o meno dell’autorità a cui si è rivolto. Un orologio a colori, quindi. Il rosso avvisa la segnalazione del danno; quando il semaforo è giallo, la persona richiedente capisce che l’amministrazione è a conoscenza della segnalazione; con il verde si intende la fine del lavoro di riparazione; infine il messaggio del giallo-verde: scusate, dicono dal comune, ma non siamo competenti a evadere il problema.

L’idea di avvicinare chi comanda e chi sceglie i propri rappresentanti è venuta a Helmut Setter, caposezione del progetto e-Government. A lui, il Ministero dell’interno di Potsdam, Brandeburgo, ha affidato l’incarico di assumere personale, con la mansione di ricevere e inoltrare le domande. Telefoni e buste inviate per posta sono stati eliminati. Il gruppo dei comuni aderenti va allargandosi. A breve entrerà Pankow, un quartiere di Berlino.

Se però la costruzione della pagina web ha snellito il percorso richiesta-risposta, lo stesso non si può dire per i tempi di reale messa in opera. I tempi non sono segnalati con precisione e le priorità sono decise, caso per caso, dal primo cittadino. Quindi, per ridurre l’attesa, l’impegno a seguire gli sviluppi da parte degli abitanti  deve essere massimo. La democrazia partecipativa mostra, così, il lato più faticoso.  

  • Luigi Serenelli

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