A Milano aumentano gli sfratti per morosità


«O pago l’affitto o mangio»: la crisi economica che attanaglia le famiglie si riversa tragicamente sulla questione abitativa. Aumenta in tutta Italia il numero di sfratti per morosità, cioè lo sfratto di chi non riesce a pagare l’affitto.L’emergenza riguarda anche la Lombardia: nella sola Milano nel 2008 sono stati 1302 gli sfratti per morosità su un totale di 2062 registrati. La denuncia giunge dalla Cgil lombarda insieme alla proposta di soluzioni per fronteggiare il fenomeno.

«La morosità pubblica e privata è un problema enorme – ha spiegato il segretario

Oriella Savoldi

–. I canoni che hanno registrato aumenti del 100-120% pesano sui redditi e soprattutto sul reddito che non esiste più perché il lavoratore ha perso l’occupazione. Ora che anche gli ammortizzatori sociali si stanno esaurendo, alla Regione chiediamo risposte straordinarie a una sofferenza straordinaria». L’istituzione di un fondo per la morosità involontaria per gli inquilini in difficoltà, la sospensione degli sfratti per chi si ritrova senza lavoro e senza reddito, il calmieramento degli affitti e del mercato sono alcuni dei possibili provvedimenti che Cgil chiede alla Regione.

«Il contributo straordinario della Regione per il sostegno degli affitti è una presa in giro – ha dichiarato Adriano Papa, coordinatore regionale del Sunia (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari) –. Basta pensare che gli aiuti vengono destinati ai lavoratori che hanno perso l’occupazione tra gennaio e settembre 2009 in base però ai redditi del 2008, quando ancora avevano uno stipendio. Quindi, di fatto, la maggior parte dei lavoratori che richiedono questo sostegno, viene esclusa dal contributo». «Aggiungo che le risorse stanziate nel 2009 non differiscono molto da quelle del 2008: quindi, in realtà, il fondo non è per niente straordinario», ha detto Andrea Candrian, funzionario della Cgil Lombardia.

«Non esistono politiche abitative - ha affermato Stefano Chiappelli di Sunia -. Il piano casa favorisce chi un’abitazione ce l’ha già, mentre vengono bloccate o ridotte le risorse destinate all’edilizia sociale». Maggiori sforzi per rispondere al bisogno di una casa sarebbero necessari dunque nell’edilizia residenziale pubblica, concentrando gli interventi nelle ristrutturazioni, nei recuperi, nelle riqualificazioni urbane di aree degradate.

Il tema delle trasformazioni urbanistiche verrà trattato in particolare il 29 ottobre prossimo presso la Camera del Lavoro di Milano, in una serata in cui verrà proiettato il documentario Dalle terre di nessuno di Elvio Annese che racconta l’emblematicità del quartiere Bovisa: «Ho ripreso soprattutto i volti delle persone – ha spiegato il regista – perché la loro espressione racconta più di mille parole: dai volti degli operai a cui si annuncia la chiusura della fabbrica, a quelli dei rom che vengono scacciati dal campo». Infine, come ha dichiarato Gloria Baraldi, segreteria regionale della funzione pubblica Cgil, non è da sottovalutare il ruolo dell’Aler : «Occorre che la Regione investa nell’azienda, nel suo ruolo sociale, perché c’è necessità di un personale sempre più adeguato che sappia rispondere all’emergenza dei cittadini».
 

  • Carlotta Garancini

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