Il fumetto incontra il Giappone. Corsi di lingua, ceramica raku, scrittura shodo, mostre e contest a tema. Quest’anno Lucca Comics, Festival internazionale del settore, apre all’Oriente, non solo esponendo tavole di artisti come le Clap, collettivo giapponese tutto al femminile, ma anche proponendo set di iniziative originali.
Per Matteo Stefanelli, studioso del mondo dei fumetti e ricercatore dell’Osservatorio della comunicazione in Università Cattolica, le ragioni di questa scelta sono dovute: “Il peso e la diffusione del manga nell’industria del fumetto e dell’animazione internazionale negli ultimi 15 anni è cresciuto esponenzialmente. In Francia, in poco più di un decennio, sono passati dal 5-10% al 40%, mentre in Italia il manga occupa circa un quarto del mercato. La seconda ragione è legata nello specifico al Festival, che da sei anni è diventato un punto di riferimento per i cosplayer di mezzo mondo: a Lucca si presentano con il costume dei loro personaggi dei cartoon preferiti, interpretandone le mosse e le gag su un palco appositamente allestito.
Ma Lucca Comics ospiterà soprattutto numerose mostre dedicate alle principali firme del fumetto a livello mondiale. I personaggi femminili sono le protagoniste di “La metà seducente”, la mostra di Vittorio Giardino, uno dei “grandi vecchi” della striscia d’autore italiana. Interessante la collettiva dedicata a Darwin, per i 200 anni dalla sua nascita, che espone alcune pagine significative per il rapporto tra scienza e fumetto. Una piccola sezione è dedicata all’americano Matt Kindt, con i disegni originali di Super Spy. E poi le tavole di Giorgio Rebuffi, che ne ripercorrono l’attività attraverso una galleria di personaggi conosciutissimi, dallo Sceriffo Fox al lupo Pugaciòff. Infine un archivio di poesia leggera e pensieri profondi a fare da contrappunto allo stile essenziale e preciso di Paco Roca, stella affermata del panorama iberico.
Accanto agli autori affermati, Lucca è un palcoscenico per gli emergenti. In mostra Marco Corona, artista molto particolare, che finora non ha conosciuto il giusto successo di vendite. Spiega Stefanelli: "Per i giovani autori, lo spazio in Italia c’è, ma il mercato è difficile. Gli sbocchi sono solamente i 400 punti vendita specializzati in fumetto, perché l’edicola è il regno del prodotto industriale seriale tradizionale, mentre la libreria generalista è un canale che dà spazio al fumetto, ma a macchia di leopardo. Il mercato italiano non è maturato come in Francia e negli Stati Uniti».
Come tradizione, Gli organizzatori di Lucca Comics hanno allestito una Self Area, un padiglione destinato ad accogliere le piccole realtà editoriali, incluse le autoproduzioni. A questi spazi si accede a un costo diverso rispetto agli stand canonici, per aiutare i giovani autori ed editori a incontrare per la prima volta il pubblico.
BeccoGiallo, editore che dalla nascita scommette sugli emergenti, arriva a Lucca parecchie novità. Un tributo a Rino Gaetano, "Sereno su gran parte del Paese", scritto e illustrato da Andrea Scoppetta; "Piazza fontana", ricostruzione del giornalista Francesco Barilli, per i disegni di Matteo Fenoglio; StalagXB, storia di un prigioniero in un campo di concentramento tedesco dove furono internate centinaia di persone; Marco Ficarra ha ricostruito la storia dello zio Gioacchino Virga, che in quell’inferno è morto. "Dimenticare Tiananmen" di Davide Reviati ripercorre invece la tragica vicenda del giugno del 1989, quando l'esercito cinese si mosse dalla periferia verso la piazza per reprimere la protesta pacifica di studenti, operai e cittadini che da settimane manifestavano per la libertà e la democrazia. «Tutti autori - ci tiene a sottolineare Guido Ostanel, uno dei fondatori di BeccoGiallo -, che hanno costruito delle opere sulle vicende più calde e controverse della storia italiana e internazionale. Tutti autori indistintamente emergenti».