L'informazione dietro le sbarre


In Italia ci sono 205 istituti penitenziari e circa 90 riviste carcerarie. Organi informativi di varia natura nati all’interno dei penitenziari o sostenuti da associazioni di volontariato che hanno aiutato la circolazione della cultura tra i detenuti. Soprattutto, siano essi giornali veri e propri o semplici fogli che girano solo all’interno degli istituti di pena, essi rappresentano la voce di chi vive il carcere. Ma poter esprimere idee e pensieri può aiutare a spostare “altrove” la mente.

Sono molte le riviste che non hanno una vera redazione che nascono e muoiono in poco tempo, tra queste però ci sono anche degli organi informativi che hanno una base professionale e riescono a fornire un’informazione corretta. Nell’istituto penitenziario di Bollate nel 2005 è nato Cartebollate, periodico registrato al tribunale di Milano che tratta temi importanti anche di introspezione sulla vita dei detenuti. Ci sono anche degli articoli di commento o di analisi sulle leggi che regolamentano la vita dentro i penitenziari o evidenziano quei temi che restano quasi sempre fuori dal circuito mediatico.

Sempre dal carcere di Bollate arriva Salute ingrata, un periodico che indaga sulla questione sanità all’interno dei penitenziari, con una redazione che comprende professionisti e detenuti che si riunisce settimanalmente. Questo periodico cerca di esplorare le diverse situazioni cliniche che si presentano negli istituti di pena. Il giornale nato nel carcere di Padova si chiama Ristretti orizzonti, organo di informazione che ha festeggiato i dieci anni d’età, visto che il suo numero zero è del 1998 mentre la registrazione al tribunale di Venezia è del 1999. “Ristretti” (il nome della rivista indica i detenuti) cerca di interpretare i fenomeni della vita carceraria anche attraverso il commento di persone che svolgono ruoli medici o istituzionali.

A Milano c’è il Due net magazine del carcere di San Vittore che ha questo nome perché i detenuti che possono lasciare il carcere lo fanno dal civico 2 di piazza Filangieri. Sul sito, graficamente ben curato, sono presenti focus e storie, oltre ad una ricca serie di link che collega ad altri siti di associazioni, onlus e gruppi di volontariato. A Roma c’è Papillonrebibbia. Sul sito web vengono trattati i temi dalle carceri con un occhio di riguardo alla situazione dei penitenziari capitolini, dando spazio alle ultime notizie che riguardano le carceri di tutto il mondo.

La concentrazione di riviste carcerarie è polarizzata tra Emilia, Toscana e Lombardia. In tre sole regioni d’Italia c’è quasi il 50 per cento degli organi informativi interni ai penitenziari: «La nostra associazione - si legge sul sito di Ristretti - ha sempre dato grande importanza all'informazione, con l’obiettivo di far uscire dalle carceri le notizie e di cercare di coinvolgere la società esterna. È infatti ovvio che uno dei grossi problemi del carcere è quello di rimanere un corpo estraneo, a sé stante che non fa parte della città in cui si trova, un luogo dove troppo spesso quello che avviene è negativo e talvolta il positivo non riesce a varcare le mura per coinvolgere le società civile. E allora ben vengano i giornali del carcere, le trasmissioni radiofoniche, l'uso della televisione o di Internet».

  • di Roberto Dupplicato

 

Intervista - Da 20 anni Attilio Bolzoni segue per Repubblica la vicenda del fallito attentato a Giovanni Falcone all’Addaura. A mag | zine racconta come è arrivato agli ultimi sviluppi

Giuditta Avellina

Milano fuoriorario

Quando gli uffici si svuotano, qualcuno inizia un nuovo turno

di: Redazione

 

Milano, Cina 

Da dieci anni il cinese si impara al Parco Trotter

di: Dedionigi, Romeo

Giornalismo: istruzioni per l'uso. 
Guarda tutti i video