Lettera alla redazione di Rondolino: «Smentisco»


 
 

Temo di essere (involontariamente) all'origine di un piccolo equivoco. Intervistato dal Fatto a proposito della 'questione morale', ho sostenuto che oggi questione morale e 'questione penale' si identificano, mentre un tempo esisteva una morale pubblica cui gli uomini politici dovevano in qualche modo sottostare. Ipocrisia?

Secondo me, rispetto per gli elettori. In ogni caso, citavo a questo proposito l'esempio del giovane D'Alema: all'inizio degli anni 70 il 'senso comune' riteneva poco appropriato che una coppia convivesse senza sposarsi, e così il Pci chiese al suo giovane dirigente di formalizzare l'unione con Gioia Maestro. Non mi sarei mai permesso di mettere in discussione il legame tra i due, che convivevano perché, evidentemente, si amavano; ho voluto però ricordare l'aneddoto (peraltro contenuto nelle due biografie su D'Alema, oltreché su Wikipedia) perché mi sembra significativo di un mondo che non c'è più, e che a volte rimpiango. 

L'intervista è stata poi ripresa dal Giornale e capovolta di significato, come prova dell'"ipocrisia comunista".... da che pulpito, verrebbe da osservare: ma tant'è, la partigianeria ha ucciso Dante, figuriamoci noi poveretti. A Gioia Maestro, che non ho il piacere di conoscere personalmente, le mie scuse per l'involontario equivoco e un saluto affettuoso. Grazie per l'ospitalità.

  • Fabrizio Rondolino
     
 

 


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